Nonostante la crisi, nel 2011 l’Europa ha mantenuto una netta leadership nel mercato mondiale del fotovoltaico.
Il fotovoltaico, infatti, è una scelta tecnologia chiave per realizzare il cambiamento per un approvvigionamento energetico decarbonizzato. Le risorse solari in Europa e nel mondo sono abbondanti e non possono essere monopolizzate da un solo paese.

Forte impulso al Fotovoltaico nel 2011Indipendentemente per quali motivi, e quanto velocemente il prezzo del petrolio e dei prezzi dell'energia saranno in aumento in futuro, il fotovoltaico e le altre energie rinnovabili sono gli unici strumenti atti ad offrire una riduzione dei prezzi.
Nel giugno 2009, la direttiva europea sulla "Promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili" fissava obiettivi obbligatori al 2020 per gli Stati membri ma dava anche indirizzi per come raggiungerli, onde fornire le misure necessarie per l'Europa per ridurre l'effetto serra e le emissioni di gas del 20%.
 
Alla fine del 2011, la Commissione europea ha presentato la sua tabella di marcia per l'energia 2050, e nella sua comunicazione sulle Energie rinnovabili, nel giugno 2012, ha evidenziato la necessità di decidere sui nuovi post-2020 prima della originaria scadenza prevista al 2018-2020.

La discussione degli obiettivi per il 2030 sulle energie rinnovabili si sta riscaldando e l'europea Renewable Energy Council (EREC) ha già presentato la richiesta di fissare l'obiettivo del 45% di energia rinnovabile per il Consiglio europeo dell'Unione per il 2030.

Il dato emerge dal rapporto "Photovoltaics status report 2012" del Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea, secondo il quale i due terzi dei pannelli solari installati globalmente lo scorso anno sono stati montati proprio in Europa, a causa della caduta dei prezzi degli impianti fotovoltaici, dei prezzi dell'elettricità crescenti, nonché delle conseguenze dell'incidente nucleare che ha avuto luogo a Fukujima nel marzo 2011. E' stato un vero e proprio cambiamento degli investimenti in energie verso una maggiore diffusione di energie rinnovabili e sistemi fotovoltaici.

Quanto ai singoli Stati membri, Germania, Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Francia, Belgio e Regno Unito sono stati nell’ordine i Paesi che hanno fatto registrare, nel corso del 2011, il maggior numero di installazioni di nuovi pannelli solari.

Dietro questi dati, secondo gli analisti, c’è il boom dell’industria fotovoltaica europea, che negli ultimi 10 anni è cresciuta del 40%, contribuendo al drastico calo (-60%) dei costi delle installazioni. Una crescita che però  è ora minacciata dalla concorrenza delle imprese asiatiche, che negli ultimi 5 anni hanno fatto registrare l’incremento produttivo maggiore. La Cina da sola, sottolinea il rapporto, rappresenta ormai oltre il 50% della produzione fotovoltaica mondiale.
 
Arnulf Jäger-Waldau
(Commissione europea)

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