Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, dopo aver pubblicato il Rapporto sulle entrate (Marzo 2015) - con il quale si evidenziava che le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-marzo 2015 mostravano un aumento del 2,5 per cento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, ha comunicato a fine maggio le analisi statistiche sulle dichiarazioni fiscali 2014.

Il Dipartimento delle Finanze, infatti, ha pubblicato il 30 maggio le statistiche relative agli Studi di Settore, alle dichiarazioni delle persone fisiche, alle dichiarazioni IVA e ad altri dati trasmessi dai contribuenti nel 2014.

Il reddito totale dichiarato, pari a 98 miliardi di euro, ha mostrato una variazione negativa che riflette principalmente gli andamenti ciclici registrati nel 2013, anno in cui il PIL è calato dell’1,7% in termini reali rispetto all’anno precedente .

Era in calo anche il reddito medio dichiarato, risultato pari a 25.400 euro per le persone fisiche, a 35.500 euro per le società di persone.

Analizzando gli Studi di Settore, il Dipartimento ha evidenziato che significativa è stata la differenza tra il reddito medio dei soggetti “congrui” rispetto a quello dei soggetti non "congrui": escludendo i soggetti di minori dimensioni (cioè le persone fisiche con ricavi/compensi inferiori a 30.000 euro), si passa complessivamente da un reddito medio di 41.300 euro per i soggetti congrui ad una perdita media di 8.600 euro per quelli non congrui.

I dati statistici delle dichiarazioni Irpef delle persone fisiche, pubblicati lo scorso 2 aprile, sono stati poi arricchiti dalla classificazione dei contribuenti in base al reddito prevalente.
Ed è emerso che l’82,6% dei circa 41 milioni di contribuenti Irpef detiene prevalentemente reddito da lavoro dipendente o pensione e solo il 5,9% del totale ha un reddito prevalente derivante dall’esercizio di attività d’impresa o di
lavoro autonomo.

Interessante poi l’analisi integrata delle dichiarazioni dei dipendenti con quelle dei propri datori di lavoro, dalla quale si osserva che circa il 78% dei dipendenti ha prestato servizio presso lo stesso datore di lavoro, mentre il restante 22% ne ha avuti due o più.

Paolo Stenoli

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?