Ieri è scattato il termine per l'invio alla Agenzia delle Entrate dei dati relativi alle spese sopra i 3.600 euro effettuate da Pmi, professionisti, autonomi.

Gli operatori finanziari devono comunicare entro il 30 aprile 2014 (anno successivo a quello in cui le operazioni sono state effettuate) i dati delle operazioni Iva di importo superiore a 3.600 euro effettuate (da commercianti e soggetti senza obbligo di fattura) attraverso carte di credito, di debito o prepagate (moneta elettronica).

Nella comunicazione devono essere indicati:
- i dati anagrafici del contribuente che ha sostenuto l’acquisto
- gli importi complessivi di ogni singola transazione
- la data in cui è stata effettuata la transazione
- il codice fiscale dell’operatore commerciale presso il quale è avvenuto il pagamento elettronico.
Esattamente, va indicato il numero del codice fiscale dei soggetti associati con i quali è stato stipulato un contratto di installazione e utilizzo dei dispositivi POS (Point of sale) per la ricezione di pagamenti effettuati con carte di debito, di credito o prepagate, comprese le eventuali cessazioni. Per ogni terminale va evidenziato l’apposito codice identificativo.

I dati serviranno al redditometro, per evidenziare le incongruenze tra le spese e i redditi dichiarati. E' stato anche scritto che lo Spesometro dovrebbe essere uno strumento utilizzato dall'Agenzia come deterrente, perchè dovrebbe spingere a tenere un comportamento più corretto con il Fisco, ma in tanti non ne sono affatto convinti.

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