Al governo italiano è stato formalmente chiesto di non far passare più le navi da crociera nella fragile laguna di Venezia.

E' stato il Comitato Unesco per i siti patrimonio dell’umanità, riunitosi a Istanbul giovedì scorso, ad approvare all’unanimità le raccomandazioni della stessa commissione a suo tempo inviata a Venezia per esaminare le condizioni del sito “Venezia e la sua laguna”.

Felice, ovviamente, la famosa associazione Italia Nostra: "La risoluzione adottata dall’Unesco, nella 40a sessione a Istanbul, relativa al sito "Venice and its Lagoon", è il riconoscimento della fondatezza delle posizioni di Italia Nostra e delle sue denunce sullo stato di pericolo della città, e di tutti coloro che hanno lavorato in questi anni per la tutela della città e della sua Laguna. Nell’ottobre dello scorso anno tre commissari (Unesco, Icomos, Ramsar) hanno effettuato a Venezia un’ispezione e redatto una relazione sfociata nella risoluzione comunicata oggi.

L'Unesco chiede all'Italia di presentare entro il 1° febbraio 2017 un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione del sito, chiedendo contestualmente misure urgenti, quali il fermo di qualsiasi nuovo progetto infrastrutturale, un documento "legale" che introduca la proibizione alle grandi navi -passeggeri e commerciali- di entrare in Laguna, l’introduzione di limiti nel traffico acqueo (velocità, e tipo di scafi e imbarcazioni) in città e in Laguna e una strategia efficace per un turismo sostenibile.

Se queste richieste non verranno prese in considerazione Venezia rischia l’iscrizione nella 'danger list', al pari di luoghi minacciati dalla guerra. “Uno schiaffo che il governo italiano si spera non voglia subire – scrive Italia Nostra – correndo finalmente ai ripari con decise misure per la tutela di Venezia e della Laguna”.

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