Anche gli architetti delle regioni Abruzzo e Molise s’indignano contro provvedimenti della Pubblica Amministrazione assunti in materia di gare d’appalto che prevedono per i professionisti percentuali forfettarie irrisorie o addirittura senza compenso.

Copertina de “L’Architetto”, mensile del CNA

Dopo una recente lettera, firmata dai presidenti di tutti gli Ordini degli Architetti delle regioni Abruzzo e Molise, rivolta al governatore della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, con la quale si chiedeva di rivedere tali provvedimenti, riportando le percentuali delle spese tecniche nell’ambito della normativa vigente, Sandro Annibali, presidente della Federazione Abruzzo e Molise, continua il suo pressing evidenziando come diversamente si sta comportando la regione Puglia.

“Mentre la Regione Abruzzo riduce le spese per le prestazioni tecniche, la Regione Puglia assegna alle amministrazioni pubbliche contributi per l’espletamento dei concorsi di idee e di progettazione e per il coinvolgimento dei giovani under 35 nelle progettazioni ‘Smart-In Puglia’”.

Lo ha dichiarato Sandro Annibali, evidenziando “ancora una volta, il perseverare della Regione Abruzzo nel considerare la fase progettuale, e le prestazioni tecniche in generale, un accessorio secondario nella procedura di realizzazione di opere pubbliche, accessorio da retribuire il meno possibile, per riservare le somme disponibili alla realizzazione dei manufatti”.

“Al contrario un’altra Regione, la Puglia, comprende – aggiunge – l’importanza strategica del progetto, anche per la qualità, l’economicità e l’efficienza della fase realizzativa, e finanzia concorsi d’idee e di progettazione, per acquisire proposte ideative e progetti soprattutto nel settore della pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’architettura e dell’ingegneria civile con il fine di migliorare la qualità delle opere d’architettura e di trasformazione del territorio. Due visioni contrapposte, due modi diversi di gestire il territorio, e le opere pubbliche, che non possono non far riflettere le migliaia di professionisti tecnici abruzzesi, considerati dalla loro Regione un ‘male necessario’, da arginare il più possibile”.

“Non resta che sperare che l’esempio pugliese ‘illumini’ gli uffici regionali, facendo comprendere l’importanza strategica delle prestazioni tecniche per la buona riuscita delle opere pubbliche e per il bene comune”, conclude.

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