Lentamente si iniziano a smontare, a Milano, alcuni Padigioni della ex Esposizione Universale 2015.
Svizzera, Azerbaijan, Ungheria, Emirati Arabi, hanno deciso di riportarli in patria.
Ma nulla è sicuro circa la destinazione futura delle immense aree che hanno ospitato i vari padiglioni internazionali.

L'area complessiva dell'Expo ammontava a circa 1.100.000 metri quadrati, di cui circa il 40% per spazi liberi o attrezzati a verde.
Si sa che resteranno in loco il Padiglione Italia (forse destinato a diventare il palazzo dell'Innovazione della Camera di Commercio), la Cascina Triulza (forse destinata al terzo settore), Il Padiglione zero, l'Open-Air Theatre, le tensostrutture di Massimo Majowiecki che resteranno lungo il decumano e forse anche i 9 Cluster (ma non si sa con quale funzione).

L'impegno continua?

Per Matteo Renzi il dopo Expo deve "creare l’occasione per riflettere insieme sulle sfide del nostro tempo".
"L’Italia non è un concentrato di problemi e criticità, ma è un Paese con una grande cultura e ricca di intelligenze vivissime."
"Pensiamo che quell’area debba essere caratterizzata da un forte valore scientifico e culturale, vogliamo creare una realtà che metta l’uomo al centro delle intelligenze, dell’innovazione e delle tecnologie più avanzate del nostro Paese. Vogliamo creare un polo di innovazione e un grande centro di ricerca mondiale sulla nutrizione, la genomica, il big data, il cibo, l’eco-sostenibilità.
"Expo Milano 2015 deve essere il punto di partenza per l’Italia che verrà”.

Tante belle parole solo per affermare che al Governo non è mancata una riflessione sulla destinazione dell’area che ha ospitato l’Esposizione Universale.
L'unica ipostesi prospettata da Renzi, ma è ancora soltanto una pura e semplice ipotesi, si riferisce a un polo tecnologico dedicato a un grande centro di ricerca mondiale sulla nutrizione, la genomica, il big data, il cibo, l’eco-sostenibilità.

Continua solo l'incertezza e quindi la mancanza di concretezza con un vero progetto di ampio respiro.

Arch. Maria Luisa Gottari

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