E' quasi ufficiale: il Governo farà parte della Società che gestirà e riqualificherà tutta l'area dell'ex Esposizione Milano 2015.
L’ingresso governativo dovrebbe avvenire attraverso la ricapitalizzazione della società Arexpo, con l'esborso di circa 30-35 milioni di euro, ma forse principalmente per garantire le banche creditrici che hanno prestato all'Expo ben 315 milioni.

Il dibattito di questi ultimi giorni affronta il vasto tema di cosa si dovrà insediare nell'enorme area dell'Expo, che probabilmente per anni sarà in totale abandono, ma per fortuna si alza la voce di Leopoldo Freyrie, presidente del Consigli Nazionale degli Architetti, che mette l’accento su un aspetto poco presente nel dibattito pubblico del dopo Expo: i futuri appalti di opere pubbliche che impegneranno uomini e risorse.

Il presidente del CNAPPC pensa al dopo Expo con un ottica più precisa: "Sperimentiamo qui il nuovo Codice degli appalti, che entro la fine dell’anno potrebbe andare a buon fine; applichiamo qui la prossima legge sul consumo di suolo per rimediare, almeno in parte, alla decisione di consumare un milione di metri quadrati di terreno agricolo; applichiamo qui i principi del dèbat public, anch’essi in via di approvazione in Parlamento."

"Facciamo del dopo Expo un incubatore di talenti, così che il suo riuso sia esso stesso un processo di formazione e di start up di tecnologie, idee e imprese. Sperimentiamo nuovi modi di progettare e costruire, mobilità e cicli dei rifiuti innovativi, gestione digitale ed edifici predittivi, facendo in modo che diventi un luogo aperto giorno e notte, che i cittadini sentano loro".

Alessandra Agrimoni

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