In questi ultimi anni si sta sempre più parlando di Europa, Comunità Europea, difficoltà economiche dell'Europa, ma quasi sempre le varie notizie lasciano uno strano amaro in bocca: ci siamo dimenticati di tutti coloro che si erano impegnati perchè si realizzasse l'idea comunitaria.

Sì, proprio l'idea sincera di un'unione di popoli era alla base di un ambizioso programma che doveva portare a un'entità politica ed economica che doveva competere con le Grandi Potenze.
Purtroppo, però, non ci siamo riusciti; ma non ci si può permettere di "buttare la spugna".

E l'occasione del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea, giunge a proposito per riaffrontare questo vasto tema con la mostra della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze dal titolo "La Pira, l’Europa dei popoli e il mondo: le pietre del dialogo", che si terrà nelle sale monumentali della Biblioteca, dal 5 novembre al 31 dicembre 2014.

L’esposizione vorrebbe riproporre il messaggio all’Europa dei popoli di Giorgio La Pira "quale saldo fondamento delle Istituzioni comunitarie nell’attuale contesto di mondializzazione e globalizzazione dei processi economici, sociali e culturali del secolo XXI".

Ma tendere a valorizzare le Istituzioni europee, per le quali Giorgio La Pira offrì un contributo determinante, in particolare per la Fondazione dell’Istituto Universitario Europeo a Firenze, è ancora sufficiente?
Samo sicuri che ci sono ancora le condizioni che portarono alla volontà espressa (a Maastricht nel 1992) dai firmatari del trattato sull’Unione europea e che auspicavano un’Europa dei popoli?

Il tema della globalità del mondo economico, sociale e culturale, ci impone di riflettere, agire e dare risposte concrete per guardare a un futuro migliore.

Arch. Lorenzo Margiotta

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