Il neo ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio ha subito indicato come prioritaria la revisione del Codice degli Appalti per far ripartire bene e in piena trasparenza le Opere Pubbliche italiane.
E' stata dichiarata anche una subitanea e massiccia collaborazione con il presidente dell'ANAC, Raffaele Cantone, e quindi ci si aspetta che qualcosa cambi in meglio.

Ora arriva anche il nuovo testo base della Riforma degli Appalti che va nella giusta direzione di ispirarsi ai principi fondamentali della trasparenza e della libera concorrenza.
Il disegno di legge delega sul nuovo Codice degli Appalti è attualmente al Senato in Commissione Lavori Pubblici e presuppone un riordino complessivo della disciplina vigente in materia di contratti pubblici, con uno snellimento della massa numerosissima degli articoli normativi attualmente in vigore.

Di particolare interesse risulta (nella Bozza) tutto ciò che sarà affidato all'ANAC, l'Autorità di controllo affidata a Cantone, dove si legge:
- "attribuzione all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) di più ampie funzioni di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e delle concessioni, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante e fatta salva l’impugnabilità di tutte le decisioni assunte dall’Autorità innanzi ai competenti organi di giustizia amministrativa."
- introduzione di un apposito sistema, gestito dall’ANAC, di qualificazione delle medesime stazioni appaltanti, teso a valutarne l’effettiva capacità tecnico-organizzativa sulla base di parametri obiettivi.

Positivo quindi è apparso il giudizio del Consiglio Nazionale degli Architetti, (CNAPPC) sul nuovo testo base della Riforma degli Appalti che, secondo le parole del presidente Leopoldo Freyrie, avrebbe "recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di qualità, trasparenza e concorrenza perduti a causa di norme spesso sbagliate."

"E’ altrettanto fondamentale - ha continuato freyrie - la promozione della qualità dell’architettura attraverso i concorsi di progettazione e le limitazioni poste al ricorso all’appalto integrato. Come abbiamo sempre detto, la vera sfida del nuovo Codice degli appalti deve essere proprio quella di usare la leva della buona architettura contro mafie e corruttele".

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