Sono cambiate le norme in materia di sussidi statali per l’energia pulita con l’approvazione definitiva (al Senato) del decreto Destinazione Italia.

Molto dure le critiche del Coordinamento FREE (cui aderiscono Associazioni di imprese, di professionisti e di cittadini, attive nei comparti delle Fonti Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica) al decreto Destinazione Italia, che attua una forte rimodulazione degli incentivi alle energie rinnovabili.

Secondo la nota del Coordinamento Free, la nuova legge non abbassa realmente i costi delle bollette e penalizza maggiormente tutto il settore: "Il rischio che l'intero settore delle rinnovabili subisse un ulteriore attacco retroattivo, con la conversione in legge del decreto, è purtroppo divenuto realtà".

Si continua, infatti, ad assistere in Italia a un vento lobbistico che induce i parlamentari, come banderuole, ad approvare leggi contradditorie e fuori mercato: e il Decreto Italia ne è la conferma perchè contraddice venti anni di politica energetico-ambientale europea.

Con l'Allegato 3 del Decreto legislativo 28/2011 l'Italia prevedeva un progressivo utilizzo obbligatorio di fonti rinnovabili negli edifici nuovi o ristrutturati.

Con la legge 90/2013, finalmente, il Parlamento italiano recepiva la Direttiva europea 27/2012, che punta ad accrescere l’autosufficienza energetica degli edifici attraverso l’aumento progressivo della loro efficienza e dell’apporto delle fonti rinnovabili in tutta l’edilizia nuova o sottoposta a ristrutturazione.

Ma già durante la conversione in legge del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, recante "proroga di termini previsti da disposizioni legislative" il Senato aveva prorogato di un anno le scadenze previste dal Decreto 28, aumentando le difficoltà per il settore delle rinnovabili e contraddicendo l’impegno verso l’Europa, assunto con il recepimento della Direttiva europea 27/2012.

In particolare, secondo il Free, il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, "ha voluto mantenere il cosiddetto 'spalma incentivi', in sostanza un ricatto agli operatori del settore, i quali si trovano a dover accettare un taglio retroattivo degli incentivi, poiché in caso contrario non potranno effettuare interventi di efficientamento sugli impianti
esistenti". Inoltre, "alla marginale riduzione annuale della bolletta corrisponderà un allungamento dell'incentivo che renderà più lontano il periodo di abbattimento degli oneri per i consumatori".

"L'adozione di tale legge ha confermato lo scarso sostegno nei confronti delle rinnovabili da parte dei governi succedutisi negli ultimi anni che, attraverso provvedimenti come la Robin Tax, l'introduzione di meccanismi farraginosi come le aste e i registri e altri inutili orpelli burocratici, stanno affossando un settore promettente e promosso in tutto il mondo".

Ing. Enzo Ritto

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