Intervenendo al Festival dell'economia di Trento, si esce delusi dopo le parole del ministro Corrado Passera. Veniamo continuamente illusi sentendo che, circa la strategia europea di riduzione del 20% entro il 2020 delle emissioni che alterano il clima, l'Italia conferma in Europa l'impegno preso del 20-20-20.

Energie rinnovabili OKMa addirittura Passera conferma anche che "Per la parte delle rinnovabili sulla produzione dell'energia elettrica li abbiamo già raggiunti, quindi abbiamo deciso di proporci di superare questo 20% di produzione di energia elettrica per via di rinnovabili, per arrivare al 32-33%".

Eppure leggiamo, in un rapporto di Legambiente, che la dipendenza del nostro Paese dalle fonti fossili e dai Paesi esteri per l'acquisto di energia elettrica ha provocato negli ultimi dieci anni un aumento delle bollette ENEL.
Lo speciale dossier di Legambiente ha evidenziato, infatti, come l'Italia sia impegnata ad importare dall'estero il 97% del petrolio, del gas e del carbone impiegati per la produzione di energia, non avendo a disposizione sul proprio territorio di giacimenti significativi di combustibili.

E Legambiente spera che il Governo possa intervenire al fine di evitare il blocco dello sviluppo del solare, dell'eolico e delle altre fonti rinnovabili. Questo perchè tutti sono convinti (come ha detto anche Passera) che "La green economy può avere anche in Italia un impatto sulla creazione dei posti di lavoro. La capacità delle nostre aziende, che può essere supportata ulteriormente, è notevole".

E allora perchè non c'è alcuna certezza in questo ambito economico nazionale?
Forse la motivazione la troviamo ancora nei discorsi del ministro: "Abbiamo dovuto affrontare il tema delle rinnovabili, perché negli scorsi anni il nostro Paese aveva già preso un impegno pazzesco facendo pesare sulle tasche di cittadini e imprese, con 170 miliardi di euro gli incentivi alle rinnovabili, in particolare sul fotovoltaico. Purtroppo in passato si sono concentrati gli investimenti nei momenti di massimo costo delle tecnologie, dei pannelli. Se avessimo ragionevolmente, come altri Paesi, suddiviso l'investimento, avremmo potuto farne il doppio o il triplo. Comunque abbiamo continuato e messo a disposizione del mondo delle energie rinnovabili circa 60 miliardi di euro, cifra molto importante, spostando però di più verso quelle filiere di
energie rinnovabili che sono legate a tecnologie italiane. Sono state fatte scelte non facili, ma importanti".

Allora i miliardi a disposizione ci sono?
Perchè quindi continuano a imbottirci di parole e non investimenti? Restano sempre le solite incongruenze, perché da un lato si prevedono tagli agli incentivi e dall’altro si parla di potenziare il settore.
Perchè si continua a discutere sul lavoro e non si offrono le condizioni per lavorare di più ed essere competitivi in campo internazionale?
Non ci resta che attendere, ai posteri l'ardua sentenza!
Arch. Lorenzo Margiotta
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?