Le potature del verde urbano fino a ieri erano considerate un rifiuto e come tale dovevano essere smaltite, con un dispendio inutile e con un costo notevole per le amministrazioni comunali.
Ma finalmente il Ministero dell’Ambiente si è pronunciato nel merito, e ha stabilito che le potature del verde urbano vanno considerate un sottoprodotto e non un rifiuto.

Per logica doveva essere scontato (così come già scoperto all'estero), e invece, finora, il Decreto legislativo del 3 dicembre 2010 n.205 non includeva le potature del verde urbano tra gli scarti esenti dall’applicazione della disciplina sui rifiuti.

Così oggi, il legno derivante dalle potature di alberi e piante di parchi e viali potrà trasformarsi in una risorsa per i Comuni e per il Paese.

Ad annunciarlo, così come rivelato dall’Adnkronos, una lettera della Direzione generale per i rifiuti e l'inquinamento del ministero dell'Ambiente, inviata ieri alla Fiper, la Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili.

Walter Righi, presidente della Federazione Italiana, ha spiegato che questa distinzione è fondamentale sia per i produttori di energie rinnovabili che per le amministrazioni comunali.
Le potature del verde urbano, infatti, da costo diventeranno una risorsa e il Comune invece di spendere dai 5 ai 7 euro al quintale di costo di smaltimento potrebbe recuperare 2-3 euro al quintale conferendolo alle centrali di teleriscaldamento e producendo calore.

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