L´energia nucleare è una fonte di energia primaria, ovvero è presente in natura, ma non è una fonte di energia rinnovabile, perché si basa sull’utilizzo di un combustibile, l’uranio, che esiste in natura in quantità finite, e pertanto non è calcolata nel mix di fonti con il quale ciascun paese deve raggiungere i target internazionali concordati, così come recentemente anche la Commissione Europea ha dichiarato.

Energia nucleareA seguito del gravissimo incidente di Cernobyl, e grazie al referendum del 1987, l’Italia è stato il primo paese tra i più industrializzati ad uscire dal nucleare. Solo alla fine degli anni ’90, infatti, fu seguita dalla Germania con la definizione dell’exit strategy dalla produzione di energia elettrica dall’atomo entro il 2020.

E tutto ciò perché la sicurezza intrinseca o assoluta non esiste nemmeno nel cosiddetto nucleare di nuova generazione su cui si concentra la ricerca del Generation IV, cui partecipa anche l’Italia attraverso Euratom.

Sicuramente in termini di emissioni il nucleare è pulito rispetto ad una centrale a carbone, ad olio combustibile o a gas: tanto quanto una pala eolica o un pannello fotovoltaico.
Lo è certo meno, però, in caso anche di microincidenti con fuoriuscita di radioattività, senza bisogno di arrivare a casi come Cernobyl.

Ma oltre al problema della sicurezza, un altro dei principali problemi irrisolti dell’energia atomica resta quello delle scorie: non esistono ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali nucleari.

Dopo 50 anni dalle prime applicazioni è evidente una crisi legata al rischio di incidenti ed allo stoccaggio delle scorie radioattive per centinaia di migliaia di anni.
E nonostante ciò attualmente risultano in costruzione 32 nuove centrali: 7 in Russia, 6 in India, 5 in Cina, 2 a Taiwan, in Bulgaria, in Corea e in Ucraina, 1 in Argentina, Finlandia, Iran, Giappone, Pakistan e Stati Uniti.

Anche l'Italia si appresterebbe ad attivare una nuova era del nucleare, ma i cittadini sono concordi? Penso proprio di NO.
Ed è proprio vero, come affermato da molti, che discuterne, come si fa troppo spesso da noi, fa semplicemente perdere altro tempo ad un Paese come il nostro che è in grave ritardo rispetto agli obblighi presi a Kyoto nel 1997.

Il ministro all’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, in occasione dell’inaugurazione della centrale solare ‘Archimede’ dell’Enel nel siracusano, ha dichiarato ieri che la scelta del nostro paese di investire nell’energia nucleare non vuole essere un’alternativa alle fonti rinnovabili.

Ma non ci convince affatto il tentativo del Ministro che mira a presentare la decisione dell’Italia, di investire anche nel nucleare, in sintonia con gli altri paesi europei.

Arch. Lorenzo Margiotta
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