Verificata la situazione attuale, la Commissione europea ha deciso di lanciare una consultazione pubblica al fine di scegliere le procedure più idonee onde migliorare il sostegno finanziario per l'efficienza energetica degli edifici, a livello nazionale ed europeo.

Efficienza energetica in EuropaL'Unione Europea (UE) aveva sempre definito la politica comunitaria per l'ambiente come una priorità per il proprio modello di sviluppo, affinché questo si fondasse su principi di sostenibilità. Inoltre, gli equilibri socio-politici in continua evoluzione legati alla sicurezza energetica e le inevitabili implicazioni economiche legate al prezzo dell'energia, avevano già indotto l'UE a prestare la massima attenzione alla questione energetica.
Favorendo il miglioramento dell'efficienza energetica, l'UE dava un contributo decisivo alla competitività, alla sicurezza degli approvvigionamenti e al rispetto degli impegni assunti nel quadro del protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.

Alla fine del 2006 l'UE si era impegnata a ridurre del 20% il consumo annuo di energia primaria entro il 2020. Per conseguire questo obiettivo, essa mobilitava i responsabili politici e gli operatori del mercato, e fissava, tra l'altro, norme minime di rendimento energetico e regole in materia di etichettatura, applicabili ai prodotti, ai servizi e alle infrastrutture.

L'8 marzo 2011 era stato emanato, per la consultazione, un nuovo Piano per l'efficienza energetica che rivedesse la strategia adottata poichè, tra gli obiettivi 20-20-20 al 2020, il conseguimento del target del 20% di risparmio di energia primaria rispetto al tendenziale è stato considerato fortemente a rischio; il trend finora registrato infatti - se confermato - porterà solo al 10% del risparmio rispetto ai consumi del 1990.

Se non corre ai ripari infatti, l'Unione europea non centrerà il target di efficienza energetica previsto per il 2020; di qui la proposta di revisione della direttiva sulle performance energetiche degli edifici e l'apertura della consultazione pubblica.

In Europa gli edifici coprono quasi il 40% del consumo finale di energia e il 36% delle emissioni di gas serra.
Secondo Bruxelles, quindi, gli edifici devono essere posti al centro della politica di efficienza energetica europea, anche perchè il settore dell'edilizia (oltre quelli delle industrie manifatturiere, della conversione dell'energia e dei trasporti) ha il maggiore potenziale di riduzione dei consumi.

Per conseguire questo obiettivo, la Commissione ha proposto la revisione della direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici e ha aperto la consultazione pubblica, alla quale sono invitati a partecipare tutti i soggetti interessati, dalle autorità locali e nazionali a banche e investitori, aziende edili, produttori di materiali da costruzione e componenti tecniche, fornitori di energia, alberghi, consumatori, sindacati, ambientalisti. La scadenza per partecipare è fissata al 18 maggio del 2012.

Eleonora Tamari
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