Constatato che il Governo punta principalmente sugli investimenti alle infrastrutture di trasporto e non si impegna fattivamente alla ripresa del mercato edile con interventi mirati alla rigenerazione delle nostre città, il Consiglio Nazionale degli Architetti (CNAPPC) formula proposte al Forum delle Politiche Architettoniche.

"Avviare una politica integrata per la rigenerazione delle città europee, piccole e grandi, con particolare attenzione alle comunità escluse, come le città lontane dai corridoi infrastrutturali e i quartieri periferici o degradati delle grandi città e promuovere questa stessa politica presso i Governi nazionali, allentando il patto di stabilità laddove impedisca investimenti pubblici che garantiscano standard minimi di sicurezza e salute dei cittadini e rispetto dell'ambiente."

Queste le richieste principali rivolte al Parlamento Europeo, alla nuova Commissione e alla Presidenza Italiana dell'Unione, contenute nel "Manifesto per la rigenerazione delle città europee" lanciato nel corso del Forum EU Cities Reloading, svoltosi a Milano la settimana scorsa.

Le altre esigenze, espresse nel "Manifesto" sono:
- riequilibrare il rapporto tra gli investimenti comunitari e nazionali tra grandi infrastrutture e città, a favore di queste ultime, dove si mitigano i disagi sociali;
- promuovere la qualità dell'architettura pubblica e privata nelle città, promuovendo il riuso delle aree urbanizzate e valorizzando i beni culturali e gli spazi pubblici;
- finanziare nei fondi strutturali non solo le opere ma anche i progetti, altrimenti il fallimento della "economia della conoscenza" sarà totale;
- avviare politiche di promozione dell'innovazione e dei talenti nei Paesi dell'Unione, bloccati dal Patto di Stabilità, altrimenti non ci saranno progetti da proporre per accedere ai fondi medesimi.

"Serve questa svolta - ha evidenziato Leopoldo Freyrie, presidente degli architetti italiani - poiché le città d'Europa sono costituite, in grande maggioranza, da un patrimonio edilizio in decadimento. Basta allora privilegiare gli investimenti comunitari e nazionali nelle infrastrutture di trasporto rispetto alla rigenerazione urbana sostenibile che invece è in grado di rispondere ai problemi dell'ambiente, dello spazio pubblico, dell'abitare sociale, della valorizzazione dei centri storici, dei problemi di mobilità e del ciclo dei rifiuti, dei risparmi energetici, della difesa dai rischi naturali come sismi e inondazioni".

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