E’ stato presentato qualche giorno fa a Firenze “Abitare Mediterraneo”, un progetto di ricerca, sviluppato dell’Università di Firenze in sinergia con un network di aziende del settore edile e finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del ‘Por Creo Fesr 2007-2013′.
Il progetto punta a realizzare un “sistema aperto” in cui l’innovazione tecnologica e la qualità architettonica trovino reale applicazione alle diverse fasi del processo edilizio, per progettare e costruire in chiave di sostenibilità energetico-ambientale.

Edilizia sostenibile possibile"L’obiettivo - spiegano dall’università di Firenze - è quello di fare della Toscana un laboratorio internazionale dell’abitare mediterraneo per la ricerca, la sperimentazione progettuale su casi di studio e la realizzazione degli edifici ecosostenibili del futuro, pensati e progettati nell’ambito storico, culturale e climatico del bacino mediterraneo.
Un “centro di competenza tecnologica” che serva da punto di riferimento per lo studio, la ricerca, l’innovazione e la realizzazione di buone pratiche, per la sostenibilità ambientale, energetica, la qualità e vivibilità dell’abitare». I punti chiave del progetto sono la forte correlazione tra l’architettura e il clima locale, la capacità di supportare le nuove istanze sociali e interculturali, la salvaguardia delle tradizioni costruttive del Mediterraneo, il rilancio della competitività puntando sugli aspetti identitari del bacino, l’applicazione di tecnologie innovative nei processi edilizi.

Un particolare strumento tecnologico innovativo messo a punto per il progetto è il “Test cell”, “un laboratorio in outdoor conditions per la misura del comportamento termico in regime dinamico di nuovi componenti di facciata studiati e sviluppati come soluzioni tecnologiche destinate all’abitare mediterraneo”, mentre sono 4 i prototipi realizzati: “Mia”, un sistema abitativo temporaneo composto da due elementi, il modulo infrastrutturale e il modulo abitativo, pensata come possibile risposta al problema dell’habitat temporaneo; “Sistema Domino”, capace di garantire un notevole risparmio energetico negli edifici per il terziario; “Aiw”, un componente di facciata con scambiatore di calore integrato che potrà essere utilizzato in edifici per il settore terziario e per l’edilizia scolastiche in zone caratterizzate da inverni molto freddi; “Shading Screen”, un componente multistrato “a secco” per mettere in campo proposte progettuali inedite nel settore degli involucri edilizi ventilati.

Le sperimentazioni di questi prototipi verranno effettuate a Lorenzana (Pisa), a Rispescia (Grosseto), a Montevarchi (Arezzo) e a Lucca nella ex area Bertolli.

Fonte:INU.it
Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?