Entro dicembre il Miur bandirà un concorso di idee per assegnare 300 milioni di euro (messi a disposizione dall'INAIL) per la costruzione di una quarantina di scuole, in aree scelte dalle singole regioni.

E il senatore Archistar, architetto genovese di fama internazionale, continua a diffondere le sue idee in merito alla ormai indispensabile sostenibilità.
Per Renzo Piano, infatti, la nuova "scuola ideale" dovrà essere tecnologicamente avanzata ma ben inserita in un contesto territoriale da ristrutturare.

E' il suo appello a rivolgersi ad una rigenerazione urbana che affronti definitivamente il sempre attuale problema delle periferie.
In una intervista al Sole 24 Ore-Domenica ha dichiarato: "Se dobbiamo costruire nuove scuole, meglio farle in periferia... Questa è la scommessa dei prossimi decenni: trasformare le periferie in pezzi di città felice disseminandole di luoghi per la gente, punti di incontro e aggregazione, dove si celebra il rito dell'urbanità".

Si potrà risolvere il problema delle periferie con la sola costruzione di una scuola? Penso proprio di no!
Vero è che le scuole italiane non svolgono egregiamente il loro compito, ma sperare di tenerle aperte fino a sera per farle interagire col territorio non è proprio la soluzione ideale.

Il degrado delle periferie va affrontato con soluzioni sinergiche, e non con postulati di buona esecuzione.
Nulla da eccepire sulla proposta pogettuale della 'scuola ideale' di Renzo Piano, grande professionista, ma forse bisognerebbe attuare (nelle periferie) vere azioni più significative.

Arch. Maria Luisa Gottari

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