Il documento conclusivo è stato approvato (il 2 agosto scorso) dalla Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati, concernente l’Indagine Conoscitiva sull'Edilizia Scolastica in Italia, iniziata nel lontano 2013.

Il 4 luglio 2013, infatti, “alla luce di preoccupanti notizie e informazioni che giungevano sempre più frequentemente sulla situazione in cui versano gli edifici scolastici del Paese", si decise di espletare una ‘Indagine conoscitiva’ che doveva concludersi entro il 30 settembre 2013. Ma poi i parlamentari decisero di protrarla sino al 30 giugno 2016.

C’è voluto un anno per giungere al documento conclusivo, e nonostante ciò si punta a mettere in evidenza che “questo documento non può offrire un quadro esaustivo, neanche provvisorio, del fenomeno studiato”.

Il documento - infatti - costituisce una sorta di resoconto della situazione dell’edilizia scolastica, analizzata nei diversi aspetti che la costituiscono: struttura edifici; agibilità edifici e altre certificazioni necessarie alla sicurezza; finanziamenti e procedure per attivare gli interventi; responsabilità dirigenti scolastici e proprietari immobili; risorse stanziate; interventi attivati e conclusi; provvedimenti legislativi.

E già alcuni Deputati hanno evidenziato che lo stesso documento dovrà essere “meglio approfondito” su alcuni punti che “avrebbero meritato maggiori approfondimenti”, viste anche le carenze ancora irrisolte dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, dello stesso Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

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