Firmato a Roma, martedì scorso, un protocollo d'intesa per risorse aggiuntive per messa in sicurezza delle scuole tra la Banca Europea per gli investimenti (Bei) e la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).

Ammontano a 530 milioni di euro le nuove risorse che la Bei ha messo a disposizione dell’Italia per la messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Il protocollo d’intesa, firmato a Roma dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, con Dario Scannapieco (vicepresidente della Bei) e Fabio Gallia (Amministratore delegato della Cdp - istituto incaricato di canalizzare i fondi BEI agli enti locali), risponde positivamente all'attenzione alta che si sta avendo in Italia in questi ultimi tempi.

L'ulteriore grande investimento va a incrementare il complesso Piano per l’Edilizia Scolastica del Governo che, secondo le parole di Stefania Giannini (ministro dell’istruzione), dovrebbe interessare "circa ventimila istituti: circa la metà delle scuole del Paese".

La situazione reale delle scuole italiane, però, risulta ancora disastrosa perché il vasto e differente patrimonio esistente di edilizia scolastica necessita, oggi più che mai, di interventi di ristrutturazione in chiave antisismica, energetica ed acustica, nel pieno rispetto della normativa vigente sul fronte della sicurezza.

La provvista finanziaria, derivante dal nuovo prestito emesso dalla Banca Europea degli Investimenti, garantisce a Cdp la possibilità di concedere alle Regioni italiane dei mutui a carico dello Stato per opere di ammodernamento e ristrutturazione dei propri edifici scolastici.

Il finanziamento andrà a sommarsi ai numerosi interventi passati (già investiti da Cdp) che ammontano ad uno stanziamento complessivo di 2,5 miliardi in 8 anni, e coprirà la ristrutturazione, la messa in sicurezza, l’adeguamento alle norme antisismiche e l’efficientamento energetico.
Gli oneri di ammortamento saranno a carico dello Stato e le risorse erogate a Comuni, Province e Città Metropolitane sulla base di graduatorie di priorità predisposte dalle Regioni.

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