Dopo la pubblicazione dell'indagine effettuata dal Censis, il noto Centro Studi Investimenti Sociali che svolge da sempre varie ricerche in campo economico e sociale, è aumentato notevolmente l'allarme sulle condizioni dei nostri istituti scolastici e quindi sulla sicurezza di milioni di scolari e studenti.

Edifici malandati e vetusti: più del 15% è stato costruito prima del 1945, altrettanti datano tra il '45 e il '60, il 44% risale all'epoca 1961-1980, e solo un quarto degli stabili è stato costruito dopo il 1980.

Intonaci che crollano, rubinetti che perdono e vetri rotti. Ma anche seri problemi strutturali. Degli oltre 41.000 edifici scolastici statali, il Censis stima che in 24.000 gli impianti (elettrici, idraulici, termici) non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma. Sono 9.000 le strutture con gli intonaci a pezzi. In 7.200 edifici occorrerebbe rifare tetti e coperture. Sono 3.600 le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti (tra queste mura 580.000 ragazzi trascorrono ogni giorno parecchie ore) e 2.000 le scuole che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto.
Anche la manutenzione ordinaria è una priorità. Secondo i 2.600 dirigenti scolastici consultati nell'ambito di una indagine del Censis, per il 36% degli edifici è prioritario avviare lavori di manutenzione straordinaria. Ma nella maggioranza dei casi (il 57%) l'esigenza è dare continuità agli interventi di manutenzione ordinaria.

Questi sono i risultati del quinto numero del "Diario della transizione" del Censis; ma intanto spese eccessive, finanziamenti insufficienti e tempi biblici confermano una triste realtà: anche il livello d'istruzione continua a dimostrarsi obsoleto e non più al passo dei tempi moderni.

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