In Puglia è approvata la legge contenente norme in materia di riduzione dell’esposizione alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente confinato.

Il radon è un gas presente naturalmente nelle rocce, specie in quelle di origine vulcanica ed emerge in superficie attraverso microfratture del materiale. Il gas tende quindi ad accumularsi negli ambienti chiusi quali miniere o negli edifici privi di un adeguato ricambio di aria. La pericolosità per l’essere umano deriva non solo dalla sua radioattività, ma anche dagli elementi tossici che lo compongono.

Entro un anno in Puglia, i comuni, le province e la Regione dovranno adeguare i propri strumenti di pianificazione urbanistico-territoriale.

Per assicurare il più alto livello di protezione e tutela della salute pubblica dai rischi derivanti dalla esposizione dei cittadini alla radioattività naturale derivante dal gas ‘radon’ in ambiente confinato, la Regione Puglia ha fissato dei livelli limite di esposizione per le nuove costruzioni e coerenti azioni di monitoraggio e risanamento per gli edifici esistenti non destinati alla residenza.

L’attività di prevenzione e riduzione da questi rischi è rappresentata dalle azioni contenute in un piano regionale coerente con le linee guida del piano nazionale radon predisposto dalla giunta con il supporto tecnico-scientifico dell’ARPA.

Il piano regionale contiene l’individuazione delle aree e degli edifici a rischio per la salute della popolazione, i limiti di concentrazione del gas radon per le differenti tipologie e destinazioni di immobili, la realizzazione e la gestione di una banca dati delle misure del gas annualmente aggiornata.

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