La Giunta regionale ha varato la sua proposta di nuovo Piano Casa che passerà a breve all'esame del Consiglio: riprende l’impianto normativo del Piano Casa Liguria 2015 approvato dalla precedente giunta regionale e lo rilancia con interessanti novità per la riqualificazione degli edifici esistenti.

Una delibera sintetica, in 11 punti, che introduce importanti novità in un settore ancora bloccato dalla crisi economica e che potrebbe invece fare da volano alla ripresa, come negli intenti della legge nazionale del 2009.
Così l'assessore Marco Scajola ha presentato il provvedimento: "Vogliamo dare piena attuazione alla legge che all'articolo 1 qualificava il piano casa come misura di contrasto alla crisi economica. Fino ad oggi però in Liguria abbiamo avuto un piano zoppo, di difficile comprensione, che avvantaggia solo chi può permettersi di affrontare lunghi iter burocratici, che lascia spazio all'interpretazione e ai furbetti. Il nostro piano non dà adito a confusioni e interpretazioni di comodo. Siamo orgogliosi di questa iniziativa. Un piano casa per tutti, permanente e non più provvisorio, che da più certezze e più lavoro al comparto edile. Le imprese potranno programmare meglio la loro attività e i cittadini potranno decidere gli interventi per le proprie abitazioni sulla base di un provvedimento frutto di una legge e non di norme provvisorie".

Il piano casa diventa dunque permanente: non prevede un periodo circoscritto di validità e dà quindi un orizzonte certo e più ampio alle iniziative di imprenditori, amministratori e cittadini. Altri punti generali che chiariscono la direzione indicata dalla Giunta sono: l'aumento della possibilità di ampliamento da 170 metri a 200 metri cubi, in proporzione all'edificio esistente; gli incentivi in cubature aggiuntive previsti per demolizione di edifici in aree a rischio esondazione o frana e conseguente ricostruzione in luoghi sicuri; l'abrogazione delle norme tecniche che limitano la progettazione degli interventi; l'applicazione anche agli edifici condonati, fino a oggi esclusa dall'attuale normativa; l'estensione dell'opportunità di riqualificazione anche ai territori delle aree protette, sotto il controllo degli enti parco.

I comuni devono adeguare i loro piani urbanistici (i Puc) in modo da permettere la riqualificazione in conformità ai principi e alle misure di premialità previsti dal piano. Questo non significa, ha precisato Scajola, che i comuni perdano autonomia in materia, anzi: "Adottando il piano casa attraverso le modifiche al Puc i comuni potranno specificarlo, ampliarlo, adattarlo al territorio".
Considerazione analoga per il ruolo dei parchi: "Il piano va in deroga solo ai puc, non alle normative ambientali e paesaggistiche. Non vogliamo né possiamo "cementificare i parchi". ll piano casa è esteso a tutti i parchi liguri, ma spetta all'ente gestore dell'area protetta la valutazione e la decisione".

"Non facciamo colate di cemento indiscriminate - ha commentato il Presidente Giovanni Toti - ma riqualificazione, anche per dare una maggiore sicurezza e combattere il dissesto idrogeologico. A chi attacca i cori di piagnistei dico che sono gli stessi che negli ultimi 30 anni non hanno impedito la cementificazione selvaggia e hanno fallito miseramente. Noi andiamo decisi verso un riordino e una semplificazione della normativa urbanistica: ci aspettiamo una riqualificazione di molti immobili, una spinta decisa all'occupazione e una valorizzazione dell'iniziativa turistica. Chi lavora nel settore ha mostrato favore e interesse per il piano. Non c'è nessuna controindicazione. Mi auguro che sia approvato dal Consiglio in tempi rapidi".

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