Diffondere diritti e garanzie, regolarità e cultura della sicurezza, nonché la prevenzione ai rischi del lavoro. Sono questi gli obiettivi del Sistema Bilaterale delle Costruzioni, presentato nel corso della conferenza “Il valore del lavoro per il rilancio delle costruzioni”, patrocinata dall’Inail.

Edilizia occupazione e sicurezza ai lavoratoriSi tratta di una rete di garanzie e assistenza a lavoratori e imprese che nasce dall’unione dei tre enti che si occupano di formazione: CNCE (Commissione Nazionale delle Casse Edili), CNCpt (Commissione nazionale paritetica per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di lavoro) e Formedil (Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia), che in un momento particolarmente difficile per il comparto e per l’economia del Paese hanno deciso di unire le loro forze per promuovere la buona occupazione.

Le garanzie del sistema
Gestito pariteticamente dalle organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale e dei sindacati dei lavoratori, il Sistema Bilaterale delle Costruzioni è costituito da 300 enti territoriali tra Casse edili, coordinate dalla CNCE, Scuole edili, coordinante dal Formedil, e Comitati paritetici territoriali per la sicurezza, coordinati dalla CNCpt.

“Nel 2011 - ha sottolineato Marco Garantola, Presidente della CNCpt - i nostri Comitati per la sicurezza hanno infatti svolto oltre 52.000 visite nei cantieri e il sistema delle Scuole edili ha coinvolto nelle diverse attività di formazione 142.000 operatori del settore. Ebbene con la diminuzione dell’attività tutto questo è a rischio. Alla riduzione dei contributi che ne deriva si aggiungono le difficoltà finanziarie delle imprese ancora attive, che tra i mancati pagamenti della pubblica amministrazione e il credit crunch non riescono più neppure ad assicurare versamenti regolari al sistema”.

“I numeri confermano ciò che andiamo dicendo ormai da diversi anni - afferma il Presidente del Formedil Massimo Calzoni - e cioè che il Sistema Bilaterale delle Costruzioni è un sistema che funziona e che offre servizi imprescindibili a imprese e a lavoratori. Nel vivo della crisi del settore, che possiamo far coincidere con il triennio 2009 - 2011, il sistema degli enti bilaterali ha messo in campo a livello nazionale e locale un’azione imponente che ha rappresentato un pezzo di welfare sussidiario per tutti i soggetti del comparto edilizio.
Tutto ciò è stato avallato dal recente accordo Stato - Regioni in cui le "16 Oreprima" sono state riconosciute ufficialmente per il loro straordinario contributo per una buona occupazione. Nel triennio 2009 – 2011 oltre 60 mila lavoratori e più di 40 mila imprese si sono rivolte al sistema bilaterale di settore per formare con le sedici ore lavoratori all'ingresso o al reingresso nel settore.
Credere in un innalzamento professionale garantito per tutti i lavoratori dell’edilizia è un baluardo che in questi anni siamo riusciti a tenere saldo e vorremmo continuare a salvaguardare anche in questo momento difficile. È per questo che, sulla base del mandato delle parti sociali, abbiamo accettato la sfida della Borsa Lavoro per promuovere la buona occupazione”.

Gli effetti della crisi e i rischi per la tutela dei lavoratori
Secondo l’Osservatorio CNCE (Commissione Nazionale Casse Edili) sulle costruzioni l’attività nel settore si è ridotta di un quarto in tre anni. La contrazione in numero di ore lavorate è stata rispetto all’anno precedente dell’11% nel 2009, dell’8% nel 2010 e del 6% nel 2011. Complessivamente, quindi, in tre anni si è registrata una contrazione del 25%. Una situazione che sembra destinata a subire un’ulteriore accelerazione  negativa. Nel primo bimestre di quest’anno, infatti, il calo delle ore lavorate rispetto allo stesso periodo del 2011 è stata pari al 17,5%.

Il crollo di attività e la profonda crisi finanziaria che ha colpito il settore ha avuto e sta avendo effetti drammatici sul piano dell’occupazione. Secondo i dati dell’Osservatorio che monitora circa l’80% del sistema e che a sua volta rappresenta circa la metà del totale dell’occupazione registrata ad inizio della crisi, nell’ambito del sistema bilaterale soltanto nel 2011 la perdita occupazionale ha riguardato 70.000 lavoratori.

“È realistico pensare - ha precisato il Presidente della CNCpt, Marco Garantola - che rispetto al 2008 oggi nelle costruzioni si siano perduti più di 300.000 posti di lavoro e considerati i dati della Cassa integrazione straordinaria altri 200.000 potrebbero scomparire entro il 2012. Per quanto riguarda le imprese dall’inizio della crisi il numero di quelle attive iscritte al sistema delle Casse edili si è ridotto a livello nazionale, mediamente, di un 10% all’anno. Il che vuol dire che tra la fine del 2008 e la fine del 2011 sono scomparse dal mercato un terzo delle imprese”.

Tutto ciò sta generando un meccanismo perverso che ha pesanti ripercussioni sul funzionamento dell’intero mercato del lavoro. “A livello periferico – sottolinea Massimo Calzoni, Presidente del Formedil - la situazione sta diventando insostenibile: le imprese, che faticano a ottenere commesse e finanziamenti, non riescono a pagare i contributi ai loro lavoratori presso le Casse Edili, l’Inps e l’Inail.
Questo impedisce loro di ottenere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva), indispensabile per partecipare ai bandi per i lavori pubblici e privati. Si innesca così un circolo vizioso che potrebbe bloccare completamente il mercato”.
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