In Campania non si fermano interventi edilizi dopo l'approvazione in via definitiva delle "Norme per il recupero abitativo di sottotetti esistenti" (L.R. 28 novembre 2000, n. 15), che hanno confermato la classifica delle opere come ristrutturazione edilizia ai sensi della lettera d) del comma 1 dell’articolo 31, della legge 5 agosto 1978 n. 457.

La disciplina campana è ispirata dall’obbiettivo di limitare l’utilizzazione edilizia del territorio attraverso la razionalizzazione dei volumi esistenti, mirando a promuovere il recupero abitativo dei sottotetti, purchè esistenti alla data della sua entrata in vigore.

La condizione prioritaria da rispettare è l’altezza media interna, calcolata dividendo il volume interno lordo per la superficie interna lorda, che non può essere inferiore a metri 2,40. Negli edifici siti al di sopra dei 600 metri sul livello del mare è ammessa una riduzione dell’altezza media sino a metri 2,20. In caso di soffitto non orizzontale, fermo restando le predette altezze medie, l’altezza della parete minima non può essere inferiore a metri 1,40.

Nelle condizioni per il recupero (art.3 della legge regionale) "gli eventuali spazi di altezza inferiore al minimo, da non computarsi ai fini del calcolo dell’altezza media interna, devono essere chiusi mediante opere murarie o arredi fissi e ne può essere consentito l’uso come spazio di servizio destinato a guardaroba ed a ripostiglio. In corrispondenza delle fonti di luce diretta la chiusura di tali spazi non è prescrittiva. Per i locali con soffitti a volta, l’altezza media è calcolata come media aritmetica tra l’altezza dell’imposta e quella del colmo della volta stessa, misurata dal pavimento al loro intradosso con una tolleranza fino al 5 per cento".

Non sono ammesse modifiche dell’altezza di colmo e gronda, nonché modifiche delle falde (art. 4), però è consentito l’abbassamento della quota dell’ultimo solaio esistente, purché tale intervento non comporti pregiudizio alla statica dell’immobile, all’estetica della facciata e all’abitabilità del piano sottostante.

Arch. Maria Renova

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