La Legge di Stabilità 2015 ha esteso il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), per cui l’obbligo IVA riguarda l’acquirente e non il venditore, a nuove operazioni riguardanti il mondo dell'edilizia.

Con l’obiettivo di prevenire frodi fiscali e combattere l’evasione connessa al versamento dell’IVA, l’ultima Legge di Stabilità ha ampliato notevolmente la platea delle operazioni soggette al meccanismo del reverse charge (inversione contabile).

La legge prevede che siano soggette al meccanismo dell’inversione contabile:
- le prestazioni di servizi effettuate da subappaltatori per imprese appaltatrici che svolgono attività di costruzione, o ad altre imprese subappaltatrici;
- le cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricati per le quali il cedente abbia deciso di applicare l’IVA, mediante opzione nell’atto di vendita;
- le vendite di telefoni cellulari in grado di connettersi ad una rete munita di licenza e funzionanti a frequenze specifiche.

La Legge di Stabilità 2015 ha ulteriormente esteso il Reverse Charge anche:
- alle prestazioni di servizi di pulizia (anche degli studi professionali);
- alle prestazioni di demolizione;
- alle prestazioni di installazione di impianti;
- alle prestazioni di completamento relative ad edifici.

A chiarire l'intricata questione dei casi di applicazione della Reverse Charge, ha contribuito l'Agenzia delle Entrate che ha diramatola Circolare n. 1/E del 9 Febbraio 2015, soprattutto, per quanto riguarda i soggetti interessati dal meccanismo nell’ambito della Pubblica Amministrazione.

Nella circolare è ricordato che il reverce charge deve essere applicato per le operazioni per le quali l’imposta sul valore aggiunto è esigibile a partire dal 1 Gennaio 2015, ma ha chiarito anche che "l’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi … diviene esigibile al momento del pagamento dei corrispettivi", e non si applica, invece, "alle operazioni per le quali è stata emessa la fattura entro il 31 Dicembre 2014, a prescindere dalla data di pagamento di queste ultime fatture".

Il reverse charge, ha evidenziato la circolare, va applicato a tutti gli enti pubblici economici (le Pubbliche Amministrazioni) e da tutti quei soggetti che possono essere considerati, in termini di legge, amministrazioni pubbliche.

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