Lo scenario economico italiano presenta segni di uscita dalla recessione, restano però elementi di incertezza sia sul piano internazionale che su quelli settoriali. Il contesto internazionale da un lato (QE della Banca Centrale, petrolio basso, euro svalutato) aiuta la nostra economia, dall’altro la frenata delle economie emergenti, e della Cina in particolare, produce il rallentamento della crescita economica.

Il Cresme evidenzia, però, che dalle economie emergenti arrivano verso le economie avanzate importanti risorse da destinare agli investimenti. La crisi, i rallentamenti generano nuove strategie.
E sebbene i segnali di miglioramento interessano per ora solo parzialmente il mercato delle costruzioni, nel 2016-2018 si entrerà nel settimo ciclo edilizio.
Sarà un ciclo edilizio selettivo in termini di tipologie di prodotti, di servizi, di modelli di offerta e di territori, ma è l’avvio di una fase nuova. Il mercato delle costruzioni e quello immobiliare vedono la presenza di nuovi soggetti che prima non c’erano.

Inoltre l’onda della nuova rivoluzione industriale dell’economia investe anche il settore delle costruzioni, spingendolo verso la sua seconda rivoluzione industriale dopo quella ottocentesca del cemento armato. Produttività e modelli organizzativi vengono messi alla prova in un clima ancora incerto, ma che sta migliorando. Innovare diventa la parola chiave per le costruzioni nel settimo ciclo edilizio.

Ma cos’è l’innovazione nelle costruzioni, e in cosa consiste la rivoluzione industriale accennata? La riqualificazione la fa da padrona, ma può esserci vera ripresa senza le nuove costruzioni? E ancora lo sviluppo economico si può dare senza crescita urbana? E quali sono i modelli di offerta che si affacciano sul mercato?.
A Milano, il 24 novembre prossimo, sarà la presentazione del Rapporto del CRESME a dare risposte adeguate, con l'intento di aiutare la riflessione dei principali manager delle società che operano nella filiera del mercato delle costruzioni.

Politecnico di Milano - Aula Rogers - Piazza Leonardo da Vinci, 32.

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