La Rete delle Professioni Tecniche (Rpt) ha abbandonato i tavoli della "filiera dell'edilizia" proposta dall'Ance.
Un passo deciso per evidenziare il forte dissenso.

Lo ha comunicato in una nota lo stesso organismo che rappresenta tutti i Consigli Nazionali dell'Area Tecnica (Architetti, Chimici, Dottori Agronomi e Forestali, Geologi, Geometri, Ingegneri, Periti Agrari, Periti Industriali).

"La Rete delle Professioni Tecniche - si legge - e' perplessa di fronte ad una risoluzione parziale delle criticita' relative al nuovo Codice dei contratti, che esclude proprio le proposte sui servizi di competenza delle professioni che rappresenta".

"Comunque sia - afferma ancora la Rpt - continueremo a confrontarci con le istituzioni competenti affinche' il decreto correttivo possa superare le criticita' del nuovo codice dei contratti, puntando sul documento condiviso con i nove Consigli Nazionali delle Professioni Tecniche. Siamo certi che ci saranno altri momenti di condivisione con tutti i soggetti della filiera dell'edilizia".

Sono tre, in particolare, le proposte della Rete su cui e' mancato l'accordo: l'affidamento prioritario della progettazione esecutiva al vincitore di un concorso di progettazione; l'estensione del periodo entro il quale valutare i curricula dei concorrenti negli affidamenti di servizi di progettazione ed altri servizi tecnici e la contestuale valorizzazione delle esperienze formative specifiche; la drastica riduzione del ricorso allo strumento dell'accordo quadro.
La Rete delle Professioni Tecniche ha inoltre espresso molti dubbi rispetto al rilancio della procedura dell'appalto integrato che mette a rischio la centralita' del progetto.

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