Il Consiglio di Stato ha respinto un ricorso, presentato da un privato contro l'avviso e sanzione di demolizione per opere edilizie abusive accertate dal Comune di Scandriglia (Reg. Lazio), che mirava a sanare opere realizzate senza idoneo titolo abilitativo perchè interpretate (dall'esecutore) come "Volume tecnico".

La sentenza (4 novembre n.5428 sez. VI) si sofferma, quindi, sulla nozione di "volume tecnico", sottolineando che questa nozione non può essere invocata dall’esecutore sine titutolo per sottrarre in parte de qua il manufatto alla demolizione (e/o per sostenere l’ammissibilità dello stesso al procedimento di sanatoria edilizia).

Il Collegio ha osservato che in base ad una consolidata giurisprudenza "la nozione di volume tecnico, non computabile nel calcolo della volumetria massima consentita, può essere applicata solo con riferimento ad opere edilizie completamente prive di una propria autonomia funzionale, anche potenziale, in quanto destinate a contenere impianti serventi di una costruzione principale, per esigenze tecnico-funzionali della costruzione stessa; si tratta, in particolare, di impianti necessari per l'utilizzo dell'abitazione, che non possono essere ubicati all'interno di essa, connessi alla condotta idrica, termica, ascensore ecc., mentre va escluso che possa parlarsi di volumi tecnici al di fuori di tale ambito, al fine di negare rilevanza giuridica ai volumi comunque esistenti nella realtà fisica" (Cons. di Stato, Sez. IV, 4 maggio 2010, n. 2565).

Inoltre è stato ricordato che la circolare del Ministero dei lavori pubblici (31 gennaio 1973, n. 2474), ha da tempo "… ammesso la possibilità di non computare nella volumetria assentibile i volumi tecnici, soltanto quando si tratti di un manufatto ancora da realizzare e l’amministrazione abbia effettuato ex ante le valutazioni inerenti alle sue esigenze tecnico-funzionali. Quando, invece, sia stato realizzato abusivamente un nuovo volume, rispetto a quello legittimamente assentito, nessuna disposizione consente di effettuare le medesime valutazioni: il solo fatto che si tratti di un nuovo manufatto abusivo preclude all’amministrazione di considerarlo irrilevante.".

Nella stessa circolare poi si legge che, sentito il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, si propone la seguente definizione di volume tecnico:
"Devono intendersi per volumi tecnici, ai fini della esclusione dal calcolo della volumetria ammissibile, i volumi strettamente necessari a contenere ed a consentire l'accesso di quelle parti degli impianti tecnici (idrico, termico, elevatorio, televisivo, di parafulmine, di ventilazione, ecc.) che non possono per esigenze di funzionalità degli impianti stessi, trovare luogo entro il corpo dell'edificio realizzabile nei limiti imposti dalle norme urbanistiche."

E va ricordato che il Consiglio Superiore aveva già chiarito (a titolo esemplificativo) che sono da considerare "volumi tecnici" quelli strettamente necessari a contenere i serbatoi idrici, l'extracorsa degli ascensori, i vasi di espansione dell'impianto di termosifone, le canne fumarie e di ventilazione, il vano scala al di sopra delle linee di gronda. Non sono invece da intendere come volumi tecnici i bucatai, gli stenditoi coperti, i locali di sgombero e simili.

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