Dopo le dichiarazioni ufficiali di Paolo Buzzetti, presidente dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili, con le quali esprimeva l'ennesimo sollecito al Governo ("Facciamo ripartire l’edilizia per far ripartire il Paese. Sembra uno slogan ovvio ma è la chiave di lettura economica per capire il momento che sta attraversando l’Italia"), sembrerebbe che finalmente qualcosa stia cambiando.

Il mese scorso Giorgio Santilli aveva scritto: "Il ricambio al ministero delle Infrastrutture e l’auspicata riforma della legge obiettivo costituiscono un’occasione storica per avviare una riflessione - possibilmente celere e concreta - su quali siano le infrastrutture effettivamente utili al Paese e come si possano superare i gravi limiti nelle modalità di programmazione, progettazione e costruzione."

E il nuovo ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ora afferma: "Basta con l’emergenza e con il mito delle Grandi opere, solo così possiamo battere la corruzione. E’ necessario finirla con le procedure speciali e le varianti in corso d’opera, stop ai General contractor che nominano i direttori dei lavori. Si torna all’ordinario, con regole semplici ed europee e faremo tutto ascoltando prima i cittadini e informandoli passo passo con la trasparenza: tutto sarà messo online".

Al di là delle ovvie frasi populiste, ciò che fa sperare in un cambiamento radicale nel mondo faraginoso delle Opere Pubbliche è proprio il cambio di rotta dalle Grandi Opere verso Interventi Mirati, cioè opere "di minore entità ma di uguale impatto sul Pil e sui cittadini" come ha affermato Buzzetti.

E sembra proprio che qualcosa si possa fare dopo la recentissima approvazione del Documento di Economia e Finanza (Def 2015), se anche il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, (nel corso dell'ultimo convegno organizzato dalla Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media impresa), ha dichiarato: "Ora si apriranno le discussioni per la ripartizione del tesoretto e proporrò al governo ed al Parlamento un bonus 'facciate'. Sull'esempio di ciò che ha realizzato il ministro Andrè Malraux, che ha cambiato il volto di molte città della Francia, penso a un bonus fiscale molto più forte del 55-60% per tutti, privati, condomini e case singole, che vogliano rimettere a posto le facciate delle proprie case e palazzi".

"Oggi più che mai serve un piano di interventi mirati", ha esplicitamente affermato il presidente dell’Ance, "Programmi semplici, diretti, con risorse chiare, come accade in Francia o Spagna, dove la priorità viene data a opere da 8-13 mld di euro realizzati anche in un anno".
“Parlo di manutenzione cittadina, del territorio, dei fiumi, di scuole ed edifici pubblici. I tedeschi ad esempio, hanno scelto la via della sistemazione degli edifici dal punto di vista energetico".

E in Italia cosa si muoverà?

Ing. Enzo Ritto

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