La buona progettazione, a seguito del sisma dell’Emilia Romagna, è possibile anche per la realizzazione di strutture scolastiche. La conferma è data dal nuovo nido d’infanzia (a Guastalla - Reggio Emilia) firmato dall'architetto Mario Cucinella.

Il famoso architetto bolognese firma il progetto scelto dall'Amministrazione Comunale (con un bando di appalto integrato) per il nuovo asilo che sostituirà due nidi danneggiati dal sisma del maggio 2012 e che ospiterà fino a 120 bambini tra 0 e 3 anni.

"Per progettare un asilo nido e una scuola d'infanzia - ha detto l'architetto bolognese - è necessario che si incontrino e dialoghino discipline diverse: l'architettura, la pedagogia, la psicologia, l'antropologia. La qualità degli spazi dipende da come questi saperi riescono a interagire tra loro".
"La costruzione di ambienti per i più piccoli può essere uno spunto di riflessione sul ruolo dell'architettura - ha aggiunto Cucinella, 54 anni, allievo di Renzo Piano - che non è solo materia da riviste patinate ma può diventare strumento educativo: lo spazio condiziona i comportamenti e bambini cresciuti in un ambiente confortevole, stimolante, adatto alle loro esigenze saranno adulti più consapevoli".

Lo spazio scolastico, quindi, diventa uno "spazio pensato" in senso pedagogico, che segue logiche educative, psicologiche e culturali insieme, non più considerato unicamente come involucro fisico.

Il progetto è basato sulla semplicità del sistema costruttivo in legno, sulla scelta accurata di materiali naturali o riciclati a basso impatto ambientale, finiture e soluzioni tecniche, senza rinunciare alla importante ricerca di interazione tra lo spazio chiuso delle aule e lo spazio aperto dell’esterno.
In questa logica il modello proposto vuole integrarsi sia visivamente che architettonicamente con il paesaggio che caratterizza il sito di progetto. La presenza sul lotto di numerosi alberi ad alto e medio fusto ha immediatamente suggerito l’idea di un edificio che dialogasse con il suo contorno.

L’elevata coibentazione dell’involucro, la distribuzione ottimale delle superfici trasparenti, il ricorso a sistemi all'avanguardia per il recupero dell'acqua piovana e l'inserimento in copertura di un impianto fotovoltaico, permetteranno di ridurre al minimo il ricorso agli impianti meccanici, garantendo un ambiente interno confortevole.

Arch. Maria Luisa Gottari

Foto: www.mcarchitects.it
Foto: www.mcarchitects.it
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