La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la legge europea 2013-bis, "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea".

Relativamente al Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, l'art. 25 del testo approvato (Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, relative agli affidatari di incarichi di progettazione) punta a superare i rilievi della Commissione europea nell'ambito della procedura EU Pilot 4680.

Nel marzo 2013, infatti, la Commissione europea aveva aperto il caso EU Pilot 4680 chiedendo alle autorità italiane chiarimenti in merito alla compatibilità con il diritto dell'UE dell'art. 90, comma 8, del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163).

Tale disposizione prevedeva in origine che gli affidatari di incarichi di progettazione non potessero partecipare agli appalti o alle concessioni di lavori pubblici, nonché eventuali subappalti o cottimi, per i quali avessero svolto la suddetta attività di progettazione. La Commissione aveva rilevato la contrarietà della norma al diritto europeo in materia di appalti pubblici e ai principi generali di parità di trattamento.

L'articolo 25, pertanto, è finalizzato a modificare la disciplina della progettazione, nel settore dei contratti pubblici, al fine di chiarire che il divieto di affidamento dei contratti pubblici medesimi agli affidatari del relativo incarico di progettazione non si applica laddove i progettisti possano dimostrare che l'esperienza acquisita nell'ambito dell'espletamento dell'incarico non determina un vantaggio rispetto agli altri concorrenti.

In particolare, vengono apportate modificazioni all'articolo 90 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, che prevedeva il divieto di partecipare agli appalti di lavori pubblici posto dal legislatore a carico di chi fosse stato affidatario di incarichi di progettazione e di supporto alla progettazione relativi alla medesima gara, perché rappresenta un principio di carattere generale applicabile anche alle concessioni di servizi pubblici ed è volto ad evitare che si realizzi una qualsiasi commistione tra progettista dei lavori pubblici ed esecutore degli stessi che possa rivelarsi astrattamente pregiudizievole della par condicio dei concorrenti e potenzialmente dannosa per la stazione appaltante interessata a che la scelta del contraente si realizzi sulla base della libera concorrenza tra i partecipanti.

Il novello art.25 del nuovo provvedimento introduce una deroga al divieto di affidamento di appalto agli affidatari degli incarichi di progettazione, per i soggetti ivi indicati che dimostrino che l'esperienza acquisita nell'espletamento degli incarichi di progettazione non sia tale da determinare un vantaggio che possa falsare la concorrenza con gli altri operatori.

Ing. Enzo Ritto

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