Murature, elementi per faccia a vista, pareti leggere, elementi per tavelle e tavelloni, solai, pavimenti in cotto, coperture in tegole e coppi, camini e canne fumarie; sono questi i tanti elementi costruttivi che devono essere conosciuti e apprezzati da professionisti ed esecutori per poter rispondere adeguatamente alle nuove esigenze del mercato edilizio.

Formedil e Andil, da anni in proficua collaborazione, hanno pubblicato il colume "I laterizi: risparmio energetico, sostenibilità e salubrità", col comune obiettivo di promuovere la tradizione costruttiva del nostro Paese tra i progettisti, muratori, i costruttori, cioè tutti gli operatori di cantiere per diffondere la cultura professionale del laterizio come materiale fondante per una edilizia sostenibile, salubre e sicura ed economica.

La ricerca promossa da ANDIL negli ultimi anni, infatti, ha puntato a dare evidenza al ruolo che assume il laterizio, espressione del costruire italiano, nel contenimento dei consumi energetici, senza trascurare gli aspetti della sicurezza strutturale, della sostenibilità ambientale e del comfort abitativo.

Per ridurre significativamente e ‘realmente’ i consumi in edilizia è, infatti, fondamentale contenere quelli estivi, finora sottostimati. Questo volume, quindi, vuole essere un documento tecnico completo, utilizzabile come Manuale per il corretto impiego del laterizio e guida alla sua posa in opera.

La spinta all’isolamento eccessivo sul modello dei Paesi del nord Europa comporta, infatti, nel contesto mediterraneo: condizioni di insalubrità e di disagio e un discomfort termico, che l’utente, troppo spesso, contrasta con l’ausilio di energivori impianti di climatizzazione dimenticando il ruolo che da secoli l’elevata inerzia termica delle soluzioni massive in laterizio svolge assicurando, anche oggi, bassi consumi estivi ed elevate condizioni di comfort.

Il Formedil, poi, è anche impegnato a promuovere la formazione delle risorse umane della filiera delle costruzioni sui temi dell’edilizia sicura e sostenibile a partire dal progetto europeo Build up Skills Italia denominato "I-town".

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