La Conferenza Episcopale Italiana ha svolto a Torino, nel fine settimana del 12-13 settembre, un Seminario di studio sul tema della Città, sulle sue trasformazioni e sulla centralità dell’uomo, nei processi, nelle decisioni e nella “cura della casa comune”.
Un animato dibattito tra esperti che ha portato al Manifesto "Progettare Città per le Persone" condiviso con i criteri guida per riqualificare le periferie e migliorare la qualità della vita nelle aree urbane.

La città ideale

“Città: Arte, architettura e Umanesimo. Riflessioni per la politica e l’economia” è il titolo dell’iniziativa che si è proposta di attivare un confronto concreto sul testo di Papa Francesco, che, tra gli altri temi, ha ricordato come sia "necessario curare gli spazi pubblici... che accrescono il nostro senso di appartenenza, la nostra sensazione di radicamento, il nostro sentirci a casa all’interno della città che ci contiene e ci unisce".

Una cinquantina di esperti, rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell'economia, delle banche e dell'associazionismo, si sono confrontati sul tema della città, per tradurre in strategie e azioni concrete le prospettive dell'enciclica del Papa.
Così facendo la Conferenza Episcopale Italiana (e il Servizio Nazionale per l’Edilizia di Culto) allarga il suo orizzonte, non più limitato ai luoghi del sacro, agli edifici di culto e alla liturgia, per guardare all’uomo e ai luoghi dell’abitare, al degrado delle periferie e agli spazi della condivisione.

"Abbiamo visto diffondersi nuove povertà - ha spiegato monsignor Giuseppe Russo, direttore del Servizio Edilizia di Culto - e crescere il disagio dovuto alla disoccupazione giovanile e ai flussi migratori. E le città gemere nei loro lembi perduti: pregio nelle zone agiate, affollamento disorganizzato dove sta chi non ha risorse economiche.
È provato che l’ambiente influisce sugli animi; se manca il decoro si perpetua il disagio; ove c’è armonia, questa dona dignità. Ecco dunque l’impulso che spinge la Chiesa a impegnarsi sul problema dell’ambiente urbano e non urbano: che sia per l’essere umano, consono con le sue necessità di vita, adatto a preparare un futuro di speranza."

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