Calato il reddito medio di tutti le professioni, ma per i tecnici ancora peggio, e sempre più forte anche il divario tra i sessi, con le donne che guadagnano molto meno.
L'Adepp, l'Associazione degli Enti previdenziali privati, con la presentazione del suo dossier annuale, ha evidenziato che i guadagni medi dei professionisti iscritti (al 2015 pari a circa 1.489.000) sono crollati in termini reali, tra il 2008 e il 2015, fino a toccare il 18-20%.

Ma tuttavia, pur basandosi su dati riferiti al 2015 che sono ancora una stima del reddito effettivamente dichiarato, la variazione percentuale registrata tra il 2014 e il 2015 indica un decremento 2014-2015 in termini nominali che è invece prossimo allo zero (-0,3%), e che quindi può essere letto come un primo segnale di una progressiva uscita dalla crisi.

"Si è quasi fermato il calo dei redditi – ha commentato Alberto Oliveti presidente dell'Adepp. Vi è però diversità anche sostanziale tra categorie e categorie, restano sempre evidenti i 'gap' di genere, generazionali e geografici”.

E' molto forte, così, il divario dei redditi delle donne, che infatti sono "nettamente inferiori a quelli degli uomini" in tutte le regioni italiane, ma al Nord la condizione delle professioniste è migliore.
"Fa male leggere che due terzi delle donne, dopo aver avuto un figlio, non recuperano il reddito professionale che avevano e una su sette l’azzera", ha dichiarato il presidente dell’Adepp.

Il centro studi AdEPP ha rilevato che dopo la maternità il 65% delle mamme ha perso il proprio reddito o lo ha avuto fortemente ridotto. Nel dettaglio, il 15% delle donne è uscita temporaneamente o definitivamente dal mondo professionale; il restante 50% ha avuto invece un decremento medio del reddito del 40%.

Così come ancora più forte è il divario dei redditi professionali tra Nord e Sud.
Tra la disparità reddituale delle varie regioni, infatti, il Rapporto Adepp ha fatto notare che il reddito medio nella regione Lombardia si trova intorno ai 60.000 euro l’anno mentre quello dei professionisti calabresi si aggira intorno ai 20.000 euro l’anno.

L'età poi è un altro fattore dirimente. Un giovane professionista con un'età compresa tra i 25 e i 30 anni, nel 2015, è riuscito a guadagnare, in media, circa 12.000 euro lorde, mentre un suo collega con un'età compresa tra i 30 e i 35 anni ne ha guadagnati appena 17.000.

E non si può trascurare che l’analisi dei redditi per categoria professionale abbia evidenziato come l’area della Rete delle professioni tecniche ha perso molto, basti confrontare i dati da Inarcassa (ingegneri e architetti) che riportano un calo del 20,7% nel periodo 2005-2015.

Arch. Lorenzo Margiotta

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