Nel corso del convegno "L’ingegneria motore di sviluppo, potenzialità e vincoli", organizzato dall’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria, il tema delle disfunzioni del mercato degli appalti pubblici è stato al centro del dibattito e degli interventi di politici e autorità di controllo.

Partendo dall’attualità, il presidente della commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera, Ermete Realacci, ha puntato l’accento sugli effetti della vicenda giudiziaria legata alla realizzazione del MOSE: "Il MOSE e l’EXPO rappresenta un enorme danno per la reputazione di tutto il settore sia in Italia, sia soprattutto all’estero. Per il MOSE si tratta di una vicenda nota da tempo che dimostra come l’opacità degli affidamenti senza gara fosse una cosa gravissima che non doveva essere consentita. Adesso bisogna ripartire con una battaglia feroce alla corruzione, superare la partita dell’urgenza e dell’eccezionalità e ridare centralità al progetto e alla concorrenza con il recepimento delle nuove direttive".

Anche il presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, Sergio Santoro, vede nella fase progettuale la chiave per riformare dal profondo un settore ormai compromesso nella trasparenza: "La centralità del progetto deve essere vista come strumento di reale spending review che potrà garantire qualità agli interventi e contenimento delle riserve e delle varianti e, quindi, del contenzioso. Come Autorità stiamo definendo nuove linee guida per le gare di progettazione e in esse terremo conto del fatto che occorre prevedere requisiti di fatturato e organico sopra i 100.000 euro per consentire il necessario confronto delle nostre organizzazioni con i concorrenti stranieri. Inoltre intendiamo frenare la corsa ai ribassi prevedendo un basso punteggio alle offerte economiche e aprendo le buste economiche soltanto per le offerte che superino una adeguata soglia tecnica".

Infine il presidente della Commissione lavori pubblici del Senato, Altero Matteoli, ha puntato sulla riforma della Pubblica Amministrazione e dell’appalto integrato: "Concordo sulla centralità del progetto, unico punto valido della Legge Merloni, ma bisogna anche fare sì che la progettazione sia esternalizzata e la P.A. si occupi soltanto di programmazione e controllo e solo su queste fasi si potrà immaginare, se del caso, un incentivo. Inoltre la tutela del progetto passa anche dalla ridefinizione dei limiti dell’appalto integrato che non può più essere affidato sul progetto preliminare".

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