Per programmare e progettare interventi per la prevenzione di frane e alluvioni di migliore qualità e più efficaci, la struttura di missione di palazzo Chigi, #Italiasicura, ha redatto una serie di linee guida.

Si tratta di un documento di indirizzo condiviso, articolato in singole schede sintetiche, relative alle tematiche che maggiormente incidono sull'efficacia degli interventi, documento che però non impone regole o prescrizioni specifiche. Affinché ile linee guida fossero il più condivise possibile, la loro stesura è stata aperta ai suggerimenti del mondo professionale, dei tecnici e delle pubbliche amministrazioni.

Tutti i contributi raccolti sono poi stati integralmente pubblicati on-line: non tutti i suggerimenti ricevuti sono stati integrati nella stesura del nuovo testo, vuoi perché strettamente vincolati a ipotesi di riordino normativo di settore, e pertanto non aderenti alla natura delle "schede tematiche" vuoi perché la lunghezza e la specificità dei contributi era del tutto incompatibile con lo spazio a disposizione.

Dalla consultazione sono emerse anche diverse proposte, quali l'integrazione di nuove schede tematiche su argomenti di rilevanza generale (ad es l'interoperabilità delle stazioni di misura, temi inerenti la Protezione civile o la copertura di lacune relative a fenomeni come le valanghe o la subsidenza) o la richiesta di precisare alcuni concetti quali l'invarianza idraulica, la gestione dei sedimenti, gli interventi non strutturali, la gestione del rischio residuo, la manutenzione e il monitoraggio degli interventi.

"La struttura di Missione #Italiasicura - si legge nell'introduzione alla versione 2.0 - nel pubblicare lo scorso giugno le 'Linee guida', aveva auspicato l'avvio di un processo continuo di miglioramento e sviluppo del testo, attraverso l'integrazione di nuove visioni e contributi.
Quell'auspicio ha trovato un terreno fecondo, ed oggi rilasciamo la versione 2.0 arricchita dai contributi pervenuti da una vasta platea di interlocutori.
Si tratta, tra gli altri, del MATTM, del mondo delle professioni rappresentato, anche unitariamente, dalla Rete delle Professioni Tecniche (Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Chimici, dottori Agronomi e Forestali, Geologi, Geometri, Ingegneri, Periti agrari, Periti industriali, Tecnologi alimentari), di esponenti del mondo accademico e della ricerca, di tecnici della P.A. e dei Centri funzionali regionali, sindaci, associazioni, studi di progettazione e, naturalmente, singoli cittadini".

Le tamatiche esaminate

1. Valutazione del rischio ed esplicitazione dei criteri di gestione
2. Valutazione comparata delle diverse opzioni tecniche, attraverso metodi anche semplificati di analisi benefici/costi
3. Coerenza dell’intervento con la pianificazione e programmazione vigente
4. Analisi sistemica - aspetti spaziali con particolare riguardo ai fenomeni indotti e il non aggravio del rischio alla scala del bacino idrografico
5. Analisi sistemica - aspetti temporali e verifica sull’intero ciclo di vita dell’opera
6. Specifiche valutazioni di carattere idrologico e idraulico-fluviale
7. Specifiche valutazioni di carattere geologico, geotecnico e, per interventi di contrasto a fenomeni valanghivi, climatico e topografico
8. Effetti dell’intervento sulla morfodinamica fluviale, costiera e di versante
9. Effetti dell’intervento sull’ecosistema fluviale, ripario e costiero e sulla qualità delle acque
10. Effetti sociali ed economici dell’intervento
11. Considerazioni relative alla resilienza dell’intervento, anche nei confronti di scenari di cambiamento climatico
12. Codifica e inquadramento georeferenziato dei dati e delle informazioni qualificanti l'intervento.

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?