Nel corso del 2012 il mercato del lavoro ha subito una nuova e ancora più profonda fase di difficoltà, che si è abbattuta anche sull'occupazione delle figure professionali.
Il Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) ha pubblicato a dicembre il Quaderno "Occupazione e remunerazione degli Ingegneri in Italia".

Dall'indagine pubblicata è emerso che tutta la categoria professionale aveva, nel 2011, dimostrato una forte capacità di adattamento alla crisi economico-finanziaria in atto.
Nel 2012, invece, il tasso di disoccupazione ha toccato il massimo mai raggiunto negli ultimi anni, pari al 4,4%.

La conseguenza è che sul territorio nazionale vi sono complessivamente circa 16 mila ingegneri in più di quanti richiesti dalle imprese. Tra i giovani laureati, a un anno dal conseguimento del titolo, la percentuale di disoccupazione ha superato addirittura il 10%.
E per la prima volta il saldo occupazionale è negativo in tutte le aree geografiche, dal Nord al Sud.

Non meraviglia, quindi, che sia in aumento il numero di laureati che decide di trasferirsi all’estero (nel 2012 quasi un laureato su 10 del 2007 lavora all’estero), attratti soprattutto dalle retribuzioni che si rivelano decisamente superiori di quelli percepite in Italia a parità di mansioni: in Gran Bretagna o in Francia lo stipendio medio è all’incirca il doppio di quello italiano.

Ma, sempre secondo il report del Consiglio nazionale degli ingegneri, una speranza proviene dai primi dati del 2013 che sembrano far intravedere un lieve miglioramento della situazione.

Fonte: CNI

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