Nell’ottica di una nuova riscoperta del significato del disegnare come gesto manuale e legame diretto tra mente, cuore e corpo, il MAXXI propone una selezione di opere dalle Collezioni di Architettura e dai nuovi fondi acquisiti, per affrontare il tema del disegno di architettura come processo mentale e spaziale, prima ancora che architettonico.
Fino al 6 maggio al Maxxi di Roma, disegni e appunti di 21 maestri.

A partire dalla visione offerta ne La Città Analoga di Aldo Rossi, in cui tutti gli elementi della città e della sua raffigurazione sembrano presenti, dalla composizione per parti alla sovrapposizione di tracciati, dalla rievocazione della storia alla sintesi dell’archetipo, una serie di disegni di architettura testimoniano come il disegno accompagni l’architetto nel suo fare progettuale.

Il disegno tratto su tratto fino alla definizione esatta di un dettaglio costruttivo, la ricerca della sintesi formale che arriva fino all’astrazione di tracciati o campi di colore, sono solo alcune delle attitudini presenti nel mondo della rappresentazione

Le figure sacre nel tratto pulitissimo, senza mai un ripensamento, di Alvaro Siza; i collages di Yona Friedman, che immagina Roma nella sua Ville Spatiale; e poi le riflessioni tratteggiate sui tovagliolini degli aerei da Alberto Campo Baenza; le matasse di segni delle litografie di Giovanni Michelucci; i paesaggi surreali (ma futuri) di Luigi Pellegrin o le geometrie luminose di Lauretta Vinciarelli.

Una riflessione grafica sull'architettura tra appunti e lavori di 21 grandi firme. Ad accompagnare il percorso, l'installazione sonora Voce di Architetto - parole di architettura con alcuni maestri degli ultimi 50 anni.

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