Le associazioni e i comitati aderenti al Forum delle Marche, nel presentare la proposta di legge di iniziativa popolare "Per la tutela del paesaggio, lo sviluppo ecocompatibile ed il governo partecipato del territorio regionale" (firmata da 93 associazioni, 8713 marchigiani), hanno inviato una lettera aperta all'assessore regionale all'urbanistica Antonio Canzian per chiedere di evitare di presentare un altro testo di legge sul governo del territorio ad iniziativa della Giunta Regionale ed avviare processi veri di partecipazione per giungere alla prima legge in Italia sulla tutela e il governo del territorio costruita e voluta dall'intera comunità regionale.

L'auspicio è che la Giunta regionale lavori in sintonia con i consiglieri regionali, con il Forum e con tutti i soggetti interessati, istituzionali e non, per far sì che questa proposta di Legge, frutto del lavoro di tanti cittadini marchigiani, di dibattiti pubblici svolti per tre anni in tutto il territorio regionale, del contributo di numerosi tecnici ed esperti anche di livello nazionale, diventi la prima legge costruita in modo partecipato e voluta dall'intera comunità regionale.

Nella lettera aperta viene constatato come la primaria attenzione dell'assessorato sia stata rivolta ad un testo, quello elaborato e proposto dagli uffici regionali, caratterizzato da un mero, ancorché dotto ed elevato, tecnicismo.

Viene evidenziato che nelle Marche numerosi sono i danni provocati al territorio causati dal fotovoltaico nelle campagne, dalle centrali a biomasse, dai rigassificatori, dai megastoccaggi di gas, dal megaelettrodotto Terna, dagli impianti eolici, dal consumo di suolo fra i più alti d’Italia.

I firmatari della lettera aperta intendono riaffermare il primato delle relazioni democratiche fra rappresentanti eletti e cittadini che in questi ultimi anni troppo spesso sono stati costretti a dure resistenze nei confronti di scelte dannose fatte dalle istituzioni che invece dovrebbero tutelarli e rappresentarli.

E proprio in tale prospettiva viene chiesto:
- di evitare di presentare un altro testo di legge sul governo del territorio ad iniziativa della Giunta Regionale che, oltre che tardivo, correrebbe il rischio di essere interpretato come una contrapposizione alla proposta di legge presentata dai suoi concittadini;
- di avviare processi veri di partecipazione mediante incontri pubblici fra istituzioni e cittadini fin dalle fasi nascenti delle decisioni, a partire dal lavoro comune sulla proposta di legge di iniziativa popolare già trasmessa alla competente commissione regionale.

Arch. Francesca Giara

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