Il Consiglio di Stato si è pronunciato su un ricorso presentato contro il Comune di Massa Lubrense (Napoli), che aveva negato un intervento di demolizione e ricostruzione di un immobile ad uso residenziale, presentato come ristrutturazione.
Il ricorso è stato respinto.

Tra le motivazioni si legge che l'intervento in oggetto "non può essere qualificato di ristrutturazione edilizia, essendo invece una evidente edificazione ex novo".

Tra l'altro il Consiglio ha pacificamente affermato che:
- l'elemento che, in linea generale, contraddistingue la ristrutturazione dalla nuova edificazione deve rinvenirsi nella già avvenuta trasformazione del territorio, mediante una edificazione di cui si conservi la struttura fisica (sia pure con la sovrapposizione di un "insieme sistematico di opere, che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente" (art.3, comma 1, t.u.)
- ovvero la cui stessa struttura fisica venga del tutto sostituita, ma - in quest'ultimo caso - con ricostruzione, se non "fedele" (per effetto della modifica apportata al testo unico dal decreto legislativo 27.12.2002, n. 301), comunque rispettosa della volumetria e della sagoma della costruzione preesistente.

E ancora: "In base alla normativa statale di principio, quindi, un intervento di demolizione e ricostruzione che non rispetti la sagoma dell'edificio preesistente - intesa quest'ultima come la conformazione planivolumetrica della costruzione e il suo perimetro considerato in senso verticale e orizzontale - configura un intervento
di nuova costruzione e non di ristrutturazione edilizia."

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