In Francia è stato inaugurato il Centro degli Archivi Nazionali, la cui ultimazione dei lavori era prevista per il 2009, a Pierrefitte-sur-Seine, nella cintura periferica a nord della capitale.
Il concorso, ideato nel dicembre 2002 e bandito nel 2004, vide la partecipazione di 96 proposte, e ben cinque giunsero in finale.

Delusione per i nuovi Archivi Nazionali di FranciaAl solito ci si meraviglia come sia stato scelto vincitore  (nel 2005) il progetto dell’architetto Massimiliano Fuksas.

Da lontano il nuovo archivio sembra un intreccio di cassoni ferrosi e in realtà non posso fare altro che ripetere una espressione di altri, la quale sintetizza perfettamente il mio stato d'animo: "ci sono grandi architetti che amo e ammiro, ma Fuksas certamente e assolutamente proprio no".

Il Progetto

I Francesi avevano etichettato, da subito, l'opera degli architetti italiani "il baule di Fuksas", "le coffre de Fuksas".
E la realtà non è molto lontana da questa immagine ironica. La costruzione si presenta, infatti, come un grande monolite di dieci piani, alto 42 metri e lungo 180, al quale si aggiungono altri volumi contrastanti per le differenti funzioni (uffici, sala conferenze e sala espositiva).

Il nuovo centro era destinato a raccogliere, conservare e valorizzare gli archivi storici centrali dello Stato dal 1790 al 1958.
Una massa enorme di documenti. E infatti il progetto aveva previsto di contenere 320 km lineari di scaffalature, per centinaia di addetti e un'accoglienza di centinaia di studiosi ogni giorno.

Risulta evidente come la messa in opera di un tale complesso problema doveva, in definitiva, essere accompagnato da una serie di riflessioni sulla funzione dell'opera, ma ciò non doveva impedire di intervenire meglio nella risoluzione architettonica della struttura.

Il progetto doveva essere l’opportunità per una importante riqualificazione dello spazio della cintura metropolitana a nord di Parigi, tra l'altro con un impegno finanziario di ben 119 milioni di Euro.
Ma ciò non è stato. Sebbene il Ministero francese della Cultura e della Comunicazione avesse intrapreso da tempo una politica particolarmente intensa di costruzione di opere importanti, questa volta deve accontentarsi di un flop.

Basti pensare alla splendida sede della Biblioteca Nazionale Centrale di Parigi, voluta da François Mitterand e a lui dedicata, che occupa da un punto di vista sia visivo, sia urbanistico, un intero quartiere della periferia sud-est cittadina.

Ancor più interessante, poi, constatare le intenzioni originarie dei progettisti. La coppia degli illustri italiani, Massimiliano e Doriana Fuksas, aveva infatti dichiarato che il progetto doveva "emozionare", attreverso "Due corpi, due mondi che in un continuo rimando tra di loro" rappresentassero "un'identità e una memoria che appartengono alla Francia, e all'intera umanità".

In verità, questa volta, non ci troviamo più di fronte ad un complesso disegnato come un’architettura autoreferenziale (per intenderci alla Fuksas), ma al tempo stesso non percepiamo affatto la realizzazione come contributo alla ristrutturazione e riqualificazione del luogo nel quale è insediata.

Arch. Lorenzo Margiotta
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