Oramai il decreto sulle liberalizzazioni (doveva essere un pacchetto di riforme strutturali per la crescita) è stato definitivamente convertito in legge.
Sappiamo da tempo quali sono le nuove disposizioni legislative che riguardano i professionisti - tra le quali l'obbligo della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale e la tanto declamata abolizione delle tariffe minime delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico - ma come ci si aspettava, alcuni provvedimenti sono cambiati rispetto a quanto previsto nel testo del DL.

Decreto sulle liberalizzazioni approvatoIl presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha promulgato sabato il disegno di legge di conversione del decerto legge  24 gennaio 2012, n. 1, cosiddetto sulle liberalizzazioni, recante "disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività".

Sono molte le norme nel decreto liberalizzazioni che riguardano le aziende, ma i professionisti hanno alcune disposizioni che interesseranno direttamente un cambiamento sullo svolgimento del proprio operato lavorativo.

"Sono molto soddisfatto. È stato raggiunto un importante traguardo", ha detto il premier, Mario Monti, lasciando l'Aula al termine della votazione finale, ma non siamo proprio certi che quanto deciso dal Parlamento sia proprio ciò che si poteva e si doveva fare per il Paese.

Intanto per i giovani laureati c'è una certezza: il lavoro continuerà a mancare ma il tirocinio obbligatorio non potrà durare più di 18 mesi, e va ricordato che al tirocinante sarà riconosciuto un rimborso spese forfettariamente concordato dopo i primi sei mesi di tirocinio.
Per favorire poi l’imprenditoria giovanile, col decreto liberalizzazioni, se ne prevede l'istituzione di società a responsabilità limitata semplificata con l’ammontare del capitale sociale, pari almeno ad 1 euro.

Mentre, sul tema generale delle Società tra professionisti, è stato sancito che "in ogni caso il numero dei soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci".
Nelle società di professionisti, quindi, i soci di capitale (introdotti dalla Legge di Stabilità 2011) non potranno avere più del 33% (un terzo) dei diritti di voto.

E' stato anche confermato che nei rapporti tra professionista e cliente, il compenso venga pattuito al momento dell’incarico ma nell’iter parlamentare è sparito l’obbligo di metterlo per iscritto su richiesta del cliente (che però in ogni caso dovrà essere informato con un preventivo di massima).

Ing. Enzo Ritto
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