C'è la necessità di intervenire con maggiore efficacia ed efficienza nel campo dell’internazionalizzazione delle imprese e delle regole per gli appalti. Queste le prioritarie sottolineature dell’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e architettura aderente a Confindustria, che allo stesso tempo apprezza i primi interventi di urgenza per il rilancio e per la crescita contenuti nel decreto-legge cosiddetto "del fare".

Secondo il Presidente OICE, Luigi Iperti, "il decreto contiene molte cose positive per il settore della progettazione: dalle risorse per sbloccare i cantieri, alle agevolazione per il credito alle p.m.i., allo snellimento delle procedure edilizie, all’avvio di piccole e medie opere nei piccoli comuni. Molto positiva è anche la proroga fino a fine 2015 della norma che agevola la qualificazione per le gare di progettazione, da noi richiesta da tempo in considerazione del difficile momento che attraversa il mercato pubblico dell’ingegneria e dell’architettura."

Rimangono però, per l’OICE, ancora dei rilevanti problemi da risolvere: "Considerate le difficoltà del mercato domestico - continua Luigi Iperti - sarebbe servito maggiore coraggio sui provvedimenti per l’internazionalizzazione delle imprese; in particolare l’OICE da mesi sottolinea l’assoluta necessità di rimuovere alcuni ostacoli che stanno minando fortemente l’operatività all’estero delle società di ingegneria con l’applicazione ai committenti esteri del contributo integrativo del 4% a favore delle Casse previdenziale dei professionisti che si traduce in uno svantaggio competitivo nei confronti dei concorrenti stranieri".

Va rilevato che non si tratta di un profilo di poco conto se anche a livello parlamentare il problema è stato posto con l’interrogazione 5-00181 presentata dall’On.le Laura Garavini, che chiede al Governo di intervenire con urgenza per risolvere il problema: "A questo punto - afferma Iperti - attendiamo con fiducia il previsto 'pacchetto lavoro' per verificare se il Governo abbia realmente compreso la portata del danno che si sta facendo, da inizio anno, alle società che operano all’estero, oberate di un 4% di costo in più che le mette improvvisamente fuori mercato; inoltre sarà importante vedere se ci saranno le tanto attese misure per la riduzione del cuneo fiscale".

Infine rimane il problema delle regole: "Nel decreto ci sono importanti prime risorse per il rilancio della domanda pubblica di infrastrutture e interventi che aiutano la finanza di progetto; mancano però - secondo Iperti - interventi sul Codice dei contratti pubblici per ridare maggiore centralità al progetto attraverso la limitazione dell’appalto integrato, dell’in house engineering e dell’anomalia delle offerte, ormai a livelli di ribasso medio interno al 37%. Una maggiore sensibilità su questi temi, nell’interesse della qualità del progetto, ce la saremmo aspettata."

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