Un'altra sorpresa, dall'esecutivo dell'ex Governo ancora in carica, nonostante le risoluzioni approvate da Camera e Senato.

Debiti della P A ancora un rinvioUna nota di Palazzo Chigi ha reso noto che  il Ministro dell’Economia e Finanze Vittorio Grilli, in accordo con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, "ha fatto presente al Presidente del Consiglio l’opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della P.A.".

Per questo motivo, e senza esplicitare altre motivazioni, si terrà nei prossimi giorni il già previsto Consiglio dei Ministri che dovrà definire il testo del decreto sui debiti commerciali della pubblica amministrazione.

Lo sblocco dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese slitta ancora?
Non è dato prevedere gli effettivi tempi che gli attuali Ministri si prenderanno per assicurarsi, evidentemente, la necessaria copertura di spesa.

Ma in questi ultimi mesi non si è sempre parlato e discusso di questo argomento?
Tutti sanno ormai che i ritardi nei pagamenti della P.A. non rappresentano un fatto nuovo, soprattutto nella sanità, dove si annidano oltre la metà di tutti i debiti commerciali.

Gli attuali Ministri conoscono veramente la situazione economica di migliaia di aziende italiane, portate sul lastrico per colpa dello Stato che non paga i suoi debiti?

Era inevitabile, quindi, che venissero formulate pesantissime critiche a questo ulteriore rinvio.
Al disappunto (che si trasforma ormai in rabbia) di tutte le ditte creditrici si sono aggiunte le reazioni negative dei principali partiti, cominciando da Pd, Pdl e Movimento 5Stelle.

L'Ance Veneto lo ha definito un vero "gesto irritante". Molto esplicito, infatti, è risultato il commento di Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto (l’associazione regionale dei costruttori): "Il rinvio del consiglio dei ministri che avrebbe dovuto definire oggi il contenuto del decreto sui debiti commerciali della Pubblica amministrazione è la riprova di un scollamento tra il mondo reale e la politica".

Eleonora Tamari
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