Secondo l’ultimo aggiornamento dell'osservatorio Oice i mesi di luglio e agosto scorsi sono proprio da dimenticare:
il mercato pubblico della progettazione ha subito un -54,6% rispetto al valore messo in gara negli stessi due mesi del 2011.

Crolla nei mesi estivi il mercato dei servizi pubbliciAnche il confronto in valore tra i primi otto mesi del 2011 e del 2012 è negativo: nel periodo gennaio-agosto risultano bandite 2.454 gare per un importo complessivo di 324,1 milioni di euro che, rispetto allo stesso periodo del 2011, scendono del 10,3% nel numero (-36,3% sopra soglia e -6,9% sotto soglia) e calano del 19,2% nel valore (-23,5% sopra soglia e -6,3% sotto soglia).

Ma ciò che continua ad allarmare maggiormente sono sempre gli eccessivi ribassi con cui le gare vengono aggiudicate: in base ai dati raccolti fino ad agosto il ribasso medio sul prezzo a base d'asta, per le gare indette nel 2010, è al 41,7%.
Le informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate ci danno un ribasso medio del 39,7%, che raggiunge il 60% nell'aggiudicazione della gara pubblicata dal comune di Verbania per l'affidamento di servizi di ingegneria di direzione dei lavori, coordinamento in fase esecutiva, contabilità, accatastamento e certificazione energetica per i lavori di realizzazione centro eventi multifunzionale, con un importo a base d'asta di 670.000 euro, aggiudicata per 268.000 euro.

“Nei mesi estivi continua la frana del mercato – ha affermato Luigi Iperti, Vice Presidente Vicario OICE – segno evidente della forte recessione che sta attraversando il Paese, ma l’esigenza di tenere sotto controllo il bilancio dello Stato non deve portare all’estinzione di tutto un settore importante per l’economia italiana.
C’è l’assoluto bisogno che l’amministrazione riprenda gli investimenti, in funzione antirecessiva, per la realizzazione delle opere pubbliche di cui l’Italia ha urgente necessità.
Prima di questo, però, occorre risolvere al più presto, al di là dei tanti annunci di questi ultimi mesi, il drammatico problema dei ritardati pagamenti. Non è più tollerabile, se è vero che viviamo in un paese civile, che perduri questa situazione che vede le nostre società attendere anche anni prima di ottenere quanto dovuto.
Non si può chiedere all'ingegneria e all'architettura di finanziare le amministrazioni italiane – ha continuato il Vice Presidente Vicario OICE – perché qui ne va della sopravvivenza di strutture che, se non cambiano rapidamente le cose, rischiano di chiudere a breve con le ripercussioni che tutti possono immaginare.

Tornando ai dati e analizzando il valore messo in gara per macro regioni è da notare che nei primi otto mesi del 2012, rispetto ai primi otto mesi del 2011, crescono solo il Meridione (+9,6%) e il Nord – Ovest (+4,4%). Il resto del Paese è in forte calo: Nord-Est -31,8%, Centro -42,4%, Isole -45,0%.

Analizzando la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei, si rileva che il numero delle gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria, è passato dalle 317 del gennaio-agosto 2011 alle 202 del gennaio-giugno 2012: -36,3%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea la domanda di servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un calo molto più contenuto di quello italiano: -6,8%. Sempre molto modesta, al 2,0%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 41,9%, Germania 13,6%, Polonia 7,1%, Svezia 4,1%, Gran Bretagna 3,9%, Spagna 2,7%.

Nonostante i risultati del mercato dell’ingegneria pura è in crescita l’andamento delle gare miste, cioè per progettazione e costruzione insieme. Nei primi otto mesi del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011, il valore messo in gara sale del 27,8%.

Fonte: Oice
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