Lo stato di profonda crisi in cui versa il settore delle costruzioni viene ulteriormente confermato dagli ultimi dati del comparto delle macchine movimento terra impiegate nei cantieri, nelle manutenzioni stradali, negli interventi di sistemazione territoriale.

Crisi profonda per le costruzioni e le opere pubblicheComplessivamente dal 2007 al 2011 la domanda di questi macchinari in Italia si è ridotta di circa un terzo: dalle 30.120 unità si è passati alle 10.508 del 2011, un crollo del 65%. In particolare con la rilevazione dell’ultimo trimestre 2011, il calo delle vendite di macchine tradizionali, compatte e medie si è assestato a un valore di -21.5% su base annua rispetto al 2010.

La situazione è preoccupante se si considera che le dinamiche relative a queste macchine costituiscono uno dei principali indicatori della difficoltà o della ripresa del mercato delle costruzioni. Si tratta, infatti, di strumenti necessari all’attivazione di nuovi cantieri.
Significativo risulta il calo per le macchine destinate ai lavori stradali dove si raggiungono livelli critici con riduzioni, come nel caso delle vibro finitrici e dei rulli, intorno al 45%. Si tratta di un segnale evidente della mancanza di opere importanti legate alla viabilità oltre che della difficoltà degli Enti Locali di reperire fondi per i lavori di ripristino dei manti stradali.

 “Nella seconda parte dell’anno 2011 ci aspettavamo un recupero più significativo rispetto al 2010  -  ha dichiarato il presidente di Ascomac Cantiermacchine Marco Bersellini - considerando che a fine giugno 2010 era terminato il beneficio fiscale definito dalla cosiddetta Tremonti Ter. Purtroppo queste attese sono andate deluse in quanto la crisi dei debiti sovrani dell’area Euro, esplosa nell’estate 2011, ha coinvolto direttamente il nostro Paese, ha generato un clima di sfiducia e ha condizionato pesantemente la capacità di reperire finanziamenti sul mercato da parte delle banche.

Oltre a questi aspetti macro economici ha ulteriormente influenzato negativamente il mercato la ritardata partenza di alcune grandi opere paralizzando un settore fondamentale come quello dell’edilizia e delle costruzioni. In un contesto difficile come questo si è invece registrata una sostanziale tenuta nei settori industriali (riciclaggio, trattamento rifiuti, lavorazione materie prime) e agricoltura dove la domanda di macchine operatrici è stata piuttosto stabile.”

“Per poter invertire l’andamento del mercato è necessario immettere liquidità nel sistema”, ha aggiunto il vice presidente di Ascomac Cantiermacchine Andrea Elli. Questo “presuppone il fatto che le banche tornino a finanziare i nostri clienti a condizioni accettabili e che i tempi dei pagamenti da parte delle Pubbliche Amministrazioni possano essere drasticamente ridotti permettendo alle Imprese di reperire le risorse necessarie per il loro sviluppo e la loro sostenibilità. E' necessario  - ha proseguito Elli - che gli Enti Locali tornino a commissionare anche i lavori di piccola e media entità che impattano sulla gestione del territorio, dalla viabilità alla urbanizzazione, dal mantenimento idro-geologico ad rilancio del Piano Casa.
 
Ascomac Cantiermacchine riconferma la necessità di sostenere con politiche fiscali adeguate l’investimento in innovazione tecnologica per un comparto che deve fornire al cliente finale un prodotto sempre più attento alla qualità, alla sicurezza e all’efficienza energetica puntando su macchine a ridotta emissione inquinante.
Le Aziende associate a Cantiermacchine rappresentano oltre il 60 % del mercato delle macchine movimento terra e da cantiere vendute in Italia.
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