L’engineering italiana che va oltre confine cresce di quasi il 37% nel 2014, con un’incidenza del 23,7% sulla produzione complessiva (era il 16,3% nel 2013), anche se i ricavi si riducono del 6%. La crescita del portafoglio ordini delle società di ingegneria, soprattutto nel settore dei trasporti, è elemento molto positivo che dimostra la capacità di aggregazione e di investimento delle società. Il mercato estero ormai rappresenta lo sbocco essenziale per cogliere maggiori e migliori opportunità rispetto al mercato nazionale che, per diverse ragioni, è in grande sofferenza.

Sono questi i dati di fondo che emergono dal “Primo Rapporto sulla presenza delle Società di Ingegneria e Architettura all'estero” elaborato dall’OICE in collaborazione con l'Università degli Studi di Bergamo e presentato a Roma presso la sede dell’ICE alla presenza di una folta rappresentanza di ambasciatori di Stati esteri, di vertici di Ministeri e di altre Amministrazioni, oltre che di esponenti del mondo politico, imprenditoriale e bancario.

Per il Presidente dell’OICE, Patrizia Lotti, “l’ottimo studio dimostra che il percorso di internazionalizzazione delle società di ingegneria e di architettura che l’Associazione ha promosso ormai da dieci anni e che con forza e determinazione sta portando avanti con il supporto del MISE e dell’ICE, rappresenta l’unica strada per superare le difficoltà che incontriamo ogni giorno in Italia e per fare crescere le nostre società.”

Il Rapporto, illustrato da Giuseppe Pedeliento (Università di Bergamo), analizza anche come e dove il campione di società di ingegneria e di architettura italiane selezionato opera all’estero. La costituzione di nuove società e l’apertura di nuove sedi operative e di rappresentanza risultano essere le soluzioni preferite per presidiare il mercato oltre confine, ma sono prassi anche la partecipazione ad associazioni temporanee di impresa e a joint venture.

I paesi europei, sia aderenti alla UE sia quelli al di fuori, risultano essere l’approdo più stabile per ragioni di vicinanza geografica e di affinità culturali con il 36,9% degli ordini acquisito in questa zona. Ma è il Medio Oriente la zona che ha mostrato di ottenere il maggior consenso da parte dell’ingegneria italiana garantendo i migliori risultati, per quanto riguarda l’anno in corso, con una quota di ordini in forte crescita previsionale: 17,5% (contro il 10% del 2014).

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