L'ANCE ha presentato (il 17 dicembre 2013) l'Osservatorio congiunturale sull'industria delle costruzioni, facendo il punto sulla crisi del settore e sulle condizioni necessarie per l'avvio di una ripresa effettiva.

L’Italia deve ottenere dall'Europa di poter usufruire della flessibilità (0,3% del Pil) prevista per gli investimenti sul Patto di stabilità degli enti locali.
Questo significa poter spendere 5 miliardi che sono bloccati nei cassetti degli enti locali, con 17 miliardi di ricaduta positiva sull’economia e la possibilità di creare 85.000 nuovi posti di lavoro, sbloccando interventi urgenti per il Paese, ad esempio contro il dissesto idrogeologico e per mettere in sicurezza le scuole.

E’ questa la tesi sostenuta con forza dal presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, in occasione della presentazione dell’ultimo Osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, con il vicedirettore Antonio Gennari e l’economista Paolo Savona.

D’altronde la caduta del settore si aggrava di mese in mese, gli investimenti sono scesi del 7%, dall’inizio della crisi, 480.000 lavoratori hanno perso il posto e 12.600 imprese sono fallite.
Soffrono ancora tutti i comparti: nell’ultimo anno nuove abitazioni -18,4%, edilizia non residenziale -9,1% e lavori pubblici -9,3%.
Far ripartire le costruzioni significa, perciò, come sottolineato anche da Savona, far ripartire tutta l’economia italiana. Ma per farlo è necessario rimuovere definitivamente due grossi macigni che ancora schiacciano le imprese del settore: il credito e il grosso ritardo dei pagamenti della PA.

I dati del credito per l’edilizia sono ancora drammatici : Dal 2007 ridotti 80 miliardi di finanziamenti alle imprese di costruzione e -76 miliardi di mutui alle famiglie.
Negare il credito all'edilizia vuol dire bloccare l'economia, eppure non c’è stata la bolla immobiliare in Italia ma veniamo trattati come i paesi che hanno subito lo shock finanziario.

Fondamentale, in questo senso, è l’accordo che Abi e Cdp hanno firmato a fine novembre: la Cassa depositi e prestiti (Cdp) mette a disposizione delle banche un plafond di 5 miliardi di euro che consentirà di riattivare il circuito del finanziamento alle famiglie per l’acquisto della casa. Secondo l'ANCE, un giro d’affari del mercato immobiliare residenziale di 8,1 miliardi di euro e
investimenti in costruzioni per 1,3 miliardi, con una ricaduta sull'economia di 4,4 miliardi.

Va poi sbloccata definitivamente, cioè ultimata,la questione dei pagamenti della Pa: su 19 miliardi di crediti vantati dal settore ne mancano ancora 11.
Inoltre, nella seconda metà del 2013 oltre l’80% delle imprese edili non viene ancora pagata dalla pubblica amministrazione nei tempi dovuti e previsti dalla legge, tanto che il vicepresidente della commissione Ue, Antonio Tajani, ha annunciato una procedura d’infrazione se l’Italia non darà risposte strutturali al problema.

Quindi risulta indispensabile sbloccare subito 5 miliardi dal Patto di stabilità per agganciare la ripresa, potendo usufruire della clausola per gli investimenti, e finalmente invertire il trend negativo del settore.

Fonte: ANCE

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