Conclusosi l'anno peggiore della crisi dell'edilizia (la più devastante dal dopoguerra), il 2012 ci ha lasciato i problemi più negativi dall'inizio della crisi economica, riportando il settore indietro di quasi dieci anni, ai livelli del 2002-2003.

Costruzioni i segnali di ripresa aiuterannoSecondo un'analisi fatta dai sindacati e gli addetti ai lavori a fine anno, il 2013 è destinato ad uno stallo dell'edilizia, in attesa che i segnali di ripresa possano far sperare in un rilancio delle costruzioni.

Le dichiarazioni dei sindacati sono chiarissime: "Abbiamo perso il 30% della produzione ed il 40% degli investimenti pubblici, tra il 2008 ed il 2010 il crollo del fatturato complessivo è stato di oltre il 16%. Abbiamo 60.000 imprese fallite e 500.000 posti di lavoro persi, la metà nel solo settore dell'edilizia".

L'avvio in Europa

Ma la crisi della produzione nel settore dell'edilizia ha colpito tutta l'Europa secondo le statistiche di Eurostat.
A febbraio 2012 il maggiore decremento è stato osservato in Germania (-17.1%), Slovenia (-10.3%), Italia (-9.9%) e Ungheria (-7.2%), mentre Regno Unito (+5.7%) e Romania (+1.7%) hanno segnato un andamento positivo.

Su base annua, invece, il settore delle costruzioni tra gli Stati membri ha registrato un sensibile calo in Slovenia (-27.5%), Italia (-23.0%) e Germania (-21.4%), con un incremento invece per Polonia (+13.4%), Romania (+5.2%) e Svezia (+3.6%).

Le motivazioni

La crisi economica del 2008-2013 ha avuto inizio dai primi mesi del 2008 in tutto il mondo in seguito ad una crisi di natura finanziaria scoppiata nell'estate del 2007 (originatasi negli Stati Uniti con la crisi dei subprime). Tra i principali fattori della crisi figurano gli alti prezzi delle materie prime (petrolio), la minaccia di una recessione in tutto il mondo e una crisi creditizia con conseguente crollo di fiducia dei mercati borsistici.

L'anno 2009 ha visto una crisi economica generalizzata, pesanti recessioni e vertiginosi crolli di Pil in numerosi paesi del mondo occidentale. Terminata la effettiva recessione, tra la fine dello stesso anno e il 2010, si è verificata una parziale ripresa economica. Tra il 2010 e il 2011, poi, si è conosciuto l'allargamento della crisi ai debiti sovrani e alle finanze pubbliche di molti paesi dell'eurozona.

L'edilizia in Italia

La crisi delle costruzioni in Italia, dove le compravendite immobiliari sono scese del 26% nel 3° trimestre dell’anno, deve molto alle decisioni del Governo che non è riuscito a rilanciare il settore contro i due principali fattori negativi:  uno congiunturale, provocato dalla bolla immobiliare del 2008, e uno strutturale, cioè la crisi di un modello industriale vecchio e obsoleto, che non ha saputo innovarsi totalmente verso la ricerca e la modernità dei materiali.

Sono state fatte scelte politiche che hanno portato l'edilizia a fermarsi.
Secondo il segretario generale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, "la crisi delle costruzioni in Italia è stata più forte che negli altri paesi europei" perché il sistema delle imprese estere è più strutturato (ma anche sostenuto da politiche attive dei governi) ed ha saputo intervenire per tempo sui modelli industriali, dell'innovazione e della sostenibilità".

E' urgente, quindi, intervenire immediatamente anche con i bandi pubblici di gare d'appalto, e per rispettare i segnali di ripresa (e non raggiungere un tracollo devastante) bisogna puntare su nuovi input: recupero, riqualificazione, restauro, risparmio sui consumi energetici.

Arch. Lorenzo Margiotta
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