Per risolvere la crisi anche l'Unione Europea si rivolge all'edilizia. Nei prossimi mesi infatti, ma sembra sempre troppo tardi, l'Europa lancerà una nuova strategia chiamata "Costruzioni 2020" ma che in realtà si baserà prevalentemente sulla riqualificazione energetica degli edifici e sulla manutenzione delle infrastrutture.

Costruzioni 2020E' stato Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea e Commissario per l’industria e l’imprenditoria in occasione del congresso della Fiec – Federazione dell’industria Europea delle Costruzioni – a Istanbul, a dichiarare che “Costruzioni 2020” sarà il nuovo programma che farà da volano per la creazione di nuovi posti di lavoro e la crescita sostenibile in Europa.

Secondo Tajani, l'attuazione dei piani previsti dalla Direttiva 2010/31/CE sul rendimento energetico degli edifici rappresenta una grande opportunità per il settore perché consentirà un notevole risparmio sulla bolletta energetica e permetterà di creare 500 mila nuovi occupati.

Sarà quindi il settore delle costruzioni a diventare un volano per la ripresa economica dell'Unione Europea, anche perchè, come ha ricordato Tajani, "contribuisce quasi al 10% del pil dell'Ue, dà lavoro a oltre 20 milioni di persone ed è strategico per il manifatturiero innovativo. Un'edilizia più sostenibile e sicura può dare un contributo essenziale al rilancio di occupazione e competitività, contribuendo in maniera determinante all'uscita dalla crisi".

La strategia europea, infatti, per far ripartire il settore si svilupperà su 5 obiettivi chiave:
1) creare le condizioni favorevoli agli investimenti, migliorando l’accesso al credito e all’utilizzo dei fondi strutturali, mantenendo gli incentivi fiscali a livello nazionale e introducendo i “Project Bonds;
2) migliorare le competenze e le qualifiche professionali del settore;
3) stabilire una metodologia comune per la valutazione dell’impatto ambientale e proporre degli standard allo scopo di facilitare le valutazioni alle imprese edili, al settore assicurativo e agli investitori;
4) rafforzare il mercato interno per le costruzioni;
5) promuovere la posizione competitiva delle imprese di costruzioni sui mercati internazionali.

Ma la Legge Comunitaria 2011, che porterà in Italia all’attuazione della Direttiva 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell’edilizia, è ancora all’esame del Senato e solo dopo potranno essere ufficializzati e resi operativi i vari contenuti con i decreti legislativi di recepimento della Direttiva.

Ing. Enzo Ritto
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